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La Cannuccia di palude (Phragmites australis (Cav.) Trin. ex Steudi)

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Nome Comune: Cannuccia di palude

Nome Scientifico: Phragmites australis (Cav.) Trin. ex Steudi

Nome Inglese: Marsh cane

Famiglia: Poaceae

Etimologia: Il nome deriva dal greco “phragma” siepe, e dal latino “auster”= austro, vento del sud.

 

La Cannuccia di palude nella Divina Commedia

Purgatorio, Canto V, versi 82-84

Corsi al palude, e le cannucce e ‘l braco
m’impigliar sì ch’i’ caddi; e lì vid’io
de le mie vene farsi in terra laco».

Parafrasi: (Iacopo del Cassero a Dante) Corsi verso la palude, e le canne e il fango mi impacciarono al punto che caddi; e lì vidi il sangue che mi usciva dalle vene e formava un lago al suolo.

La Cannuccia di palude nel Salento

Nel Salento la Cannuccia di palude, detta anche Canna di palude, Canna da spazzole, Canna palustre, è molto diffusa soprattutto lungo la fascia costiera adriatica e ionica, da Otranto a Santa Cesarea Terme e soprattutto nelle zone umide di Torre San Giovanni e paludose di Ugento. Le parti sommitali delle canne completamente fiorite, riunite a mazzetti venivano utilizzate per fabbricare piumini e scope, mentre i fusti e le foglie venivano utilizzati (e un po’ ancora oggi) per fare tetti di paglia, stuoie, graticci e cesti. Come altre canne, vengono tuttora utilizzate nei grandi giardini per creare una densa barriera visiva al posto di una siepe.

Oggi la cannuccia di palude è utilizzata in interventi di ingegneria naturalistica e per la realizzazione di impianti di fitodepurazione.

Descrizione Botanica

Portamento: La cannuccia di palude, chiamata anche canna di palude è una pianta erbacea perenne, rizomatosa, che cresce velocemente; ha un fusto duro e flessibile, alto fino a 3-4 metri. I fusti sono ancorati al fondo tramite radici e fusti sotterranei che formano un reticolo nel fango del fondale.

Foglie: Le foglie sono opposte, ampie e laminari, lunghe 15-60 cm e larghe 1-6 cm, glabre, verdi o glauche.

Fiori: I fiori sono disposti, all’apice del fusto, in pannocchie erette o leggermente pendenti, alte fino a 40 cm, di colore violetto o bruno, costituite a loro volta da spighette di tre-sei fiori ciascuna. La fioritura avviene tra giugno e ottobre.

Frutti: I frutti maturano verso gennaio e sono piuttosto rari; assomigliano molto ad una minuscola cariosside

Habitat

La Cannuccia di palude è originaria del continente euroasiatico, ma è ormai diffusa in tutto il pianeta. È una pianta presente in terreni incolti bagnati e tende a formare densi canneti in aree umide, in prossimità di paludi e sulle sponde di laghi, stagni e fossati.

Raccolta

La pianta fiorisce nei mesi di giugno-ottobre e i frutti, piuttosto rari, maturano verso gennaio.

Utilizzo

Grazie alla sua capacità di accrescimento, la Cannuccia di palude è molto utile per il risanamento o la decontaminazione ambientale di siti inquinati da sostanze organiche o metalli pesanti, attraverso il loro assorbimento e degradazione. Viene quindi spesso utilizzata negli impianti di fitodepurazione. E’ inoltre utilizzata per bordure di grandi specchi d’acqua, consolidamento rive e riparo per la fauna acquatica e anche nella bioedilizia per la costruzione di tetti. I fusti e le foglie servono ancor oggi per fare tetti di paglia, stuoie, graticci e cesti.
Nel settore della ristorazione, i giovani germogli ed i semi dei frutti possono essere inseriti, sia cotti che crudi, all'interno delle insalate.

Proprieta e benifici

La canna di palude, in particolare le sue radici, il rizoma, è abbondante di sostanze amare, di resine, di sali di potassio e di alacaloidi. Grazie a questi elementi, tale pianta presenta le peculiarità carminative, aperitive, febbrifughe, diuretiche, digestive, stimolanti e sudorifere.

 

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