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La Quercia (Quercus L.)

Quercia Vallonea

Nome Comune: Quercia

Nome Scientifico: Quercus L.

Nome Inglese: Oak

Famiglia: Fagaceae

Etimologia del nome: Il nome deriva dal latino quercus.

Note: Il genere Quercus comprende molte specie decidue e sempreverdi. La classificazione più recente di Quercus divide il genere in sottogeneri e sezioni, divisioni basate sulla diversificazione evolutiva delle querce. Citiamo: Quercus ilex (leccio o elce), Quercus petraea (rovere), Quercus pubescens (roverella), Quercus robur (farnia), Quercus frainetto (farnetto), Quercus pyrenaica (quercia dei Pirenei), Quercus cerris (cerro), Quercus coccifera (quercia spinosa), Quercus gussonei (cerro di Gussone), Quercus suber (sughera), Quercus trojana (fragno).

La Quercia è simbolo di forza, coraggio, dignità e perseveranza. Nella mitologia pagana, la quercia era l’albero sacro a Giove. Nella dottrina cristiana simboleggia l’albero della vita e significa anche salvezza. Con il suo legno fu costruita la croce di Gesù Cristo e, a partire dal Medioevo, si diffuse l’iconografia della Madonna della Quercia.

La Quercia nella Divina Commedia

Purgatorio, Canto XXII, versi 148-150

Lo secol primo, quant’oro fu bello,
fé savorose con fame le ghiande,
e nettare con sete ogne ruscello.

Parafrasi: Durante la prima età dell'uomo (l'età dell'oro), finché fu aurea, la fame rese appetibili le ghiande e la sete fece diventare nettare ogni ruscello.

Paradiso, Canto XXII, versi 85-87

La carne d’i mortali è tanto blanda,
che giù non basta buon cominciamento
dal nascer de la quercia al far la ghianda.

Parafrasi: La carne dei mortali è così incline alla tentazione che, sulla Terra, un buon inizio non dura che dalla nascita della quercia allo spuntare della ghianda (pochissimo tempo).

Note: Nel comune di Ariano Polinesine, nel Delta del Po, sino a giugno 2013 si ergeva la così detta “Quercia di Dante”, un vecchio patriarca di Farnia (Quercus robur L.) la cui età era stimata intorno ai 500 anni. Si tramanda che Dante, tornando da Venezia avesse smarrito la strada di ritorno per Ravenna e, arrampicandosi su questo esemplare di Farnia, fosse riuscito ad intravedere il campanile dell’Abbazia di Pomposa.

La Quercia nel Salento

Il botanico Enrico Carano definì il Salento “Terra delle querce”, per il gran numero di specie del Genere Quercus che riuscì a identificare. La Farnia (Quercus robur L.) vive a quote più elevate, tuttavia si adatta bene nei campi e al limite dei boschi di Leccio che più caratterizzano il territorio salentino. Tra le querce secolari salentine è possibile trovare esemplari unici al mondo. In provincia di Lecce, a Taurisano, in una stradina di periferia, esiste una quercia virgiliana (Quercus virgiliana Ten.) di 450 anni di vita, a Tricase una Quercia Vallonea (Quercus ithaburensis Decaisne subsp. macrolepis [Decaisne, Hedge et Yalt.]), di oltre settecento anni di vita, con un tronco di 4.5 metri di diametro un vero e proprio monumento naturalistico, votato come Albero dell'Anno Europeo 2020. Secondo una leggenda, sotto la folta chioma di questa quercia trovò riparo Federico II di Svevia, durante la sua visita nella Terra d’Otranto di ritorno dalle Crociate. Da qui il titolo di quercia dei cento cavalieri, perché tantissimi furono i soldati della sua corte che riposarono sotto la sua ombra. Un altro esemplare di Quercia Vallonea particolarmente noto, è situato a Corigliano d’Otranto. Ha una circonferenza del tronco di oltre 4 metri ed una chioma lussureggiante di 20 metri di diametro, che occupa una superficie di circa 700 mq. 
La Farnia, oggi molto rara nel Salento, è presente nell’Orto Botanico dell’Università del Salento ed è utilizzata negli interventi di riforestazione e di consolidamento di terreni e scarpate.

Descrizione Botanica

Portamento: La Quercia è generalmente un albero rustico di imponenti dimensioni, che può raggiungere i 20-30 metri di altezza.

Foglie: Le foglie possono avere consistenza e forma diversificate; il margine può essere intero o inciso da lobi o denti profondi.

Fiori: E’ una pianta monoica, sono presenti sia i fiori femminili (verdi), sia quelli maschili (giallognoli).

Frutti: I frutti, detti ghiande, sono degli acheni circondati da squame ruvide e legnose formanti una cupola.

 Habitat

Il genere Quercus è originario dell'emisfero settentrionale e comprende specie decidue e sempreverdi che si estendono dalle latitudini temperate fredde a quelle tropicali. È in grado di adattarsi a diversi tipi di terreno, sebbene prediliga quelli profondi, freschi, argillosi, acidi e ben irrigati. E’ una delle piante più diffuse in Europa.

Raccolta

I frutti maturano e si raccolgono generalmente nel periodo che va da agosto a ottobre. L'epoca di maturazione varia in base a fattori geografici, climatici e varietali.

Utilizzo

Molteplici sono gli usi delle querce. La Quercia da sughero è coltivata per la decorticazione e la produzione di sughero. La Farnia è una specie largamente impiegata negli interventi di riforestazione e per il consolidamento di terreni e scarpate. Il legno, duro, compatto e resistente, è utilizzato per mobili e utensili vari. Le sue proprietà officinali, al pari di quelle delle altre querce, sono ancora oggi tramandate dalla farmacopea popolare. In passato le ghiande della quercia erano un’importante fonte di alimentazione. Oggi il loro uso come cibo per gli uomini è pressoché scomparso, vengono invece utilizzate per l’alimentazione degli animali.

Proprietà e benefici

La Quercia possiede proprietà astringenti, emostatiche, antinfiammatorie, analgesiche.

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