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Il Pruno (Prunus L.)

Pruno fiori
Pruno frutti

Nome Comune: Prugnolo, Pruno selvatico

Nome Scientifico: Prunus spinosa L.

Nome Inglese: blackthorn

Famiglia: Rosaceae

Etimologia del nome: Il nome generico deriva dal latino “prunus”, tradotto susino in italiano.

Note: Il termine Pruno è ancora presente nel lessico comune per indicare alberi dai frutti più diversi ma spesso selvatici o che hanno perso i caratteri “gentili” perché abbandonati dalle cure colturali.

Il Genere Prunus L. comprende numerose specie, selvatiche e coltivate, i cui frutti differiscono molto per colorazione e consistenza, così il Mandorlo (Prunus dulcis (Mill.) D.A.Webb), l’Albicocco (P. armeniaca L.), il Pesco (P. persica (L.) Batsch), il Susino (P. domestica L.) il Ciliegio (P. avium L.), il Prugnolo (P. spinosa L.), il Mirabolano (Prunus cerasifera Ehrh.) e tanti altre. Tuttavia, volgarmente, Pruni sono tutti quegli alberi con frutti sferici o ovato-oblunghi a epidermide sottile, liscia e lucida dalle colorazioni più svariate, dal giallo-oro al rosso porpora, al violaceo, al rosso-violaceo.

Inferno, Canto XIII, versi 31-33

Allor porsi la mano un poco avante,
e colsi un ramicel da un gran pruno;
e ’l tronco suo gridò: «Perché mi schiante?».

Parafrasi: Allora stesi un poco la mano e strappai un ramoscello da un gran pruno; e il suo tronco gridò: «Perché mi spezzi?»

Note: Il “gran pruno” citato da Dante potrebbe essere un Prunus cerasifera.

Paradiso, Canto XIII, versi 130-135

Non sien le genti, ancor, troppo sicure
a giudicar, sì come quei che stima
le biade in campo pria che sien mature;
ch’i’ ho veduto tutto ‘l verno prima
lo prun mostrarsi rigido e feroce;
poscia portar la rosa in su la cima

Parafrasi: Le genti, inoltre, non siano troppo frettolose a giudicare, come colui che calcola il valore delle messi quando non sono ancora mature nel campo; infatti io ho visto il pruno tutto l'inverno stare rinsecchito e sterile, e poi in primavera fare sbocciare una rosa sul suo ramo.

Il Pruno nel Salento

Di origine incerta, il Prugnolo è ancora molto diffuso nel Salento, allo stato selvatico. Solo in alcuni casi si addentra nella macchia o nei boschi radi, perché ama le esposizioni soleggiate e libere. Cresce su suoli poveri, anche rocciosi o sassosi, spesso formando siepi di grande importanza ecologica, che sono aree di rifugio per la fauna e avifauna di supporto all’agricoltura.

Descrizione Botanica

Portamento: Pianta perenne dal portamento cespuglioso, con ramificazioni numerose e divaricate, può raggiungere altezze di 3 m. I rami giovani hanno una corteccia di color bruno-rossastro ed è cosparsa di fitta peluria (pubescenza che, probabilmente ha conferito il nome al Genere); alcuni rami laterali sono corti e terminanti in spine robuste. Il legno è duro, compatto ed ha odore di mela.

Foglie: Le foglie sono alterne, con picciolo corto e peloso; hanno forma ellittica o obovata, con base ristretta a cuneo e margine dentato. La pagina superiore delle foglie è lucida, quella inferiore è cosparsa di peluria.

Fiori: I fiori sono di colore giallo-verde, riuniti in infiorescenze a pannocchia, dapprima erette, poi pendule (grappolo composto). Un grappolo è formato da un asse principale, detto rachide (o raspo), che si ramifica in assi laterali (i racimoli) a loro volta ramificati.

Frutti: Il frutto è una piccola drupa (10-15 mm) di colore blu-nerastro, con epidermide pruinosa e di gusto acido.

Habitat

Probabilmente originario dell’Europa orientale o del Caucaso, il Prugnolo si ritrova nei boschi cedui, lungo i muri a secco, lungo i canali e tra i cespuglieti, in una zona altitudinale che va dal livello del mare sino ai 1500 m di quota.

Raccolta

Il periodo di raccolta dei fiori è in marzo, mentre i frutti maturano in luglio.

Utilizzo

Il Prugnolo è ancora molto diffuso nelle campagne, dove forma siepali che hanno funzione di divisori o di approvvigionamento di giovani piante da utilizzare poi come portainnesto di varietà da frutto coltivate. Il suo legno si presta bene per piccoli utensili e oggetti ad uso domestico.

Proprietà e benefici

Il Prugnolo è noto per le sue proprietà officinali, che risiedono soprattutto nei fiori e nella corteccia, utilizzati in infusi contro la febbre, come astringente cutaneo e delle mucose, come digestivo e lassativo.

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