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La Margherita (Leucanthemum vulgare Lam.)

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Nome Comune: Margherita comune, Leucantemo volgare

Nome Scientifico: Leucanthemum vulgare (Vaill-) Lam.

Nome Inglese: Daisy

Famiglia: Asteraceae

Etimologia: Il nome del Genere Leucanthemum deriva da due parole greche: λευκός (leucós = bianco) e ἄνϑοϛ (ánthos = fiore); l’epiteto vulgare deriva dal latino vulgus (= comune) e indica la grande diffusione e la banalità della specie.

Note: La Margherita è un fiore inconfondibile. Il nome evoca a tutti l’immagine di un prato verde con tantissimi e deliziosi fiori bianchi con un bottone giallo centrale. In realtà, con il nome comune di margherite vengono indicate numerose specie, tutte appartenenti alla Famiglia delle Asteraceae (= Compositae) ma a Generi diversi: Bellis (pratoline comuni); Anthemis (Camomille bastarde), Anacyclus (camomilla volgare), Matricaria (camomilla), Leucanthemum (margherite), Leucanthemopsis (margherite). Le margherite non sono un fiore unico, ma un’infiorescenza che prende il nome di capolino, con tanti fiori riuniti tutti sullo stesso ricettacolo; nell’insieme, si distingue una parte centrale di colore giallo, costituita da fiori a corolla piccola, tubulosa (a forma di piccolo tubo), di colore giallo-ocre ed una parte periferica costituita da fiori a corolla bianca allungata, detta ligula (ha la forma di una linguetta). Le ragazzine che pensavano di deflorare la margherita, strappando i “petali” bianchi e chiedendo al caso “mi ama o non mi ama?”, in realtà eliminavano solo i fiori con corolla bianca: nel bottone centrale rimanevano decine e decine di altri piccoli fiori poco appariscenti!

Altre Asteraceae hanno infiorescenze simili alla margherite, ma con fiori periferici colorati, come ad esempio quelle appartenenti ai Generi Helianthus (girasole); Tanacetum (Erba-amara), Chrysanthemum (crisantemo campestre), Arnica (arnica), etc.

Molte sono le specie di margherita che sono state addomesticate a scopo ornamentale, tra queste, la Margherita comune o Leucantemo.

La Margherita nella Divina Commedia

Paradiso, Canto II, versi 34-36

Per entro sé l’etterna margarita
ne ricevette, com’acqua recepe
raggio di luce permanendo unita.

Parafrasi: La gemma eterna ci accolse dentro di sé, come l'acqua riceve il raggio di sole rimanendo unita.

La Margherita nel Salento

Tra le margherite di campo, quelle a più forte attrazione sono le Pratoline (del Genere Bellis), foriere dell’arrivo della primavera, alle quali, con il procedere della stagione, subentrano la camomilla (Genere Matricaria) e le “false” camomille di altri Generi. Dalle passeggiate in campagna si porta sempre via un mazzettino di margherite da tenere in casa! E tra quelle da poter coltivare, in ogni villa o giardino c’era sempre la specie Leucanthemum vulgare coltivata per ornamento, in bordura o a piccoli nuclei; in questi ultimi decenni non è più tanto facile trovarla, in quanto sostituita da altre specie ornamentali più di tendenza. La margherita ha avuto un ruolo da protagonista anche nelle raffigurazioni dell’arte: stilizzata nella pietra leccese, nei disegni su stoffa, ricamata su tovagliati e lenzuola o dipinta, negli arazzi e negli intarsi di mobili.

Descrizione Botanica

Portamento: La margherita è una pianta erbacea perenne, fornita di un corto rizoma che in autunno si allunga e si ramifica arricchendosi di gemme dalle quali, in primavera, si svilupperanno nuove piantine. In fioritura, la pianta raggiunge altezze di 50-80 cm.

Foglie: Le foglie sono di colore verde-scuro, lucide nella pagina superiore, con margine dentato, di forma ovato-cuneata o spatolata e con picciolo breve e alato. Lungo lo stelo che porta l’infiorescenza a capolino, le foglie diventano piccole, acute, non picciolate.

Fiori: I fiori sono riuniti in un’infiorescenza a capolino, rivestito da 2-3 serie di morbide brattee con margini trasparenti; in pre-fioritura, su un fusto alto 50-70 cm, il capolino appare come un piccolo bocciolo discoidale di 4-6 cm, ancora racchiuso dalle brattee. In fioritura, il capolino si apre raggiungendo un diametro di 8-10 cm e mettendo in evidenza una parte centrale di color giallo-ocre formata da soli fiori tubulosi, circondata da 1- 2 serie di fiori bianchi. I fiori centrali sono piccoli alti qualche mm, a corolla intera, che termina con una piccola coroncina a 5 denti; i fiori periferici sono bianchi, hanno una corolla di 3-6 cm a forma di lingua, troncata all’apice e terminante con 3 piccoli denti. La fioritura va da maggio a luglio.

Frutti: Il frutto è un achenio cilindrico con dieci coste longitudinali ben evidenti e sormontato da una breve corona.

Habitat

Meglio conosciuta come pianta ornamentale, la Margherita si può trovare allo stato spontaneo nei prati e nei boschi radi delle regioni più fresche, adattata sia a substrati calcarei che silicei. La margherita è spontanea soprattutto nell’Europa orientale e in Asia; in America è naturalizzata. La sua distribuzione altitudinale va da 0 a 1500 m, arrivando al piano planiziale subalpino.

Raccolta

I fiori si raccolgono all’inizio della fioritura.

Utilizzo

La Margherita è nota anche per le sue proprietà officinali.

Proprietà e benefici

Alla Margherita vengono riconosciute proprietà tossifughe, astringenti e antispastiche. Contiene principi attivi come tannini, resine e oli essenziali. Per uso interno, con i capolini essiccati vengono preparati infusi dalle blande proprietà lassative, diuretiche e depurative. Per le sue proprietà astringenti e antiinfiammatorie, si preparano infusi da utilizzare per ablazioni di superfici cutanee arrossate o leggermente ferite, per il mal di gola e per detergere il viso e le zone intime.

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