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Il Papiro (Cyperus papyrus L.)

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Nome Comune: Papiro

Nome Scientifico: Cyperus papyrus L.

Nome Inglese: Papyrus

Famiglia: Cyperaceae

Etimologia: deriva dal greco antico πάπυρος che ha generato il termine latino papyrus, tuttavia, per alcuni autori la derivazione è incerta.

Note: Per la sua eleganza e leggerezza, per la sua predilezione di acque fluenti e fresche, il Papiro è stato associato ad ambienti ameni e poco selvatici. Anche i saperi tramandati dalla Civiltà Egiziana lo collocano tra le piante utili e preziose per l’uomo, perciò da tenere in considerazione. Già nel III e II secolo a.C. era pianta nota ai Cretesi ma soprattutto agli Egiziani che ne scoprirono usi, applicazioni e virtù in tutti i settori economici del tempo: il midollo estratto dai suoi fusti costituiva un ottimo nutrimento per l’uomo; i fusti venivano impiegati per la realizzazione di varie costruzioni (anche di imbarcazioni!), di cordami, calzature, farmaci e per estrarre fibra tessile; i rizomi erano un ottimo combustibile. L’importanza del Papiro venne esaltata quando fu inventata la pergamena: sottili strisce di midollo venivano affiancate strettamente le une alle altre su di un piano e poi su queste se ne disponevano altre ugualmente sottili e affiancate ma in direzione ortogonale alle prime; si ripetevano più strati e poi si mettevano sotto pressa: lo stesso succo del midollo fungeva da colla tra le strisce contigue di midollo e alla fine dell’essiccazione sotto pressione lenta e costante, si ottenevano fogli che venivano poi levigati e incollati fino a formare un rotolo di vari metri (lat. volumen; gr. bìblos). Le pergamene venivano utilizzate per trascrivere editti, eventi storici, informazioni scientifiche, storie di dinastie. Per la Medicina e la Fitoterapia, molto importanti sono i Papiri, veri e propri manuali medici che tramandano informazioni su come diagnosticare e curare le malattie e i disordini mentali e metabolici, con istruzioni per la raccolta delle erbe, la preparazione di decotti, infusi, cataplasmi e loro somministrazione. Sono stati rinvenuti ben 5 papiri che riferiscono di malattie, relative sintomatologie e terapie, tra i quali il più esaustivo e prezioso è quello ritrovato a Tebe dall’egittologo George Ebers, il Papiro di Ebers, lungo 20 m e alto 20 cm, suddiviso in 108 pagine, un compendio di 876 rimedi e formule di preparazione galenica già catalogate a quei tempi; probabilmente risalente alla XVIII dinastia egizia, ai tempi del regno di Amenhotep I.

Il Papiro nella Divina Commedia

Inferno, Canto XXV, versi 61-66

Poi s’appiccar, come di calda cera
fossero stati, e mischiar lor colore,
né l’un né l’altro già parea quel ch’era:

come procede innanzi da l’ardore,
per lo papiro suso, un color bruno
che non è nero ancora e ’l bianco more.

 

Parafrasi: Poi si incollarono l'uno all'altro, come se fossero stati di cera fusa, e mischiarono il loro colore, per cui nessuno dei due sembrava più quello che era prima:

come quando si dà fuoco a una carta bianca, davanti alla fiamma avanza verso l'alto un colore bruno che non è più bianco e non è ancora nero.

Il Papiro nel Salento

Nel Salento, il Papiro è stato introdotto già da due secoli, per il suo valore ornamentale, utilizzato nei ninfei delle Ville barocche e nei parchi.

Descrizione Botanica

Portamento: Il Papiro è una specie erbacea perenne, dal grosso rizoma legnoso con numerose gemme dalle quali si formano fusti alti sino a 3 m, eretti, a sezione triangolare, di colore verde scuro, senza foglie.

Foglie: Le foglie sono presenti solo sui getti sterili, larghe sino a 8 mm.

Fiori: I fiori sono riuniti in brevi spighe, strette e lanceolate, di colore giallo paglierino situate alla fine di sottili filamenti, lunghi sino a 3 dm, che partono dall’apice del fusto e si aprono a raggera, formando un’infiorescenza ampia, a forma di ombrello. Alla base dell’ombrella si osservano brattee lanceolate, che si inarcano verso il basso. La fioritura avviene da luglio a settembre

Frutti: Il frutto è un achenio a forma trigona, affusolato.

Habitat

Il Papiro è originario dell’Africa tropicale e subtropicale, dove si diffonde lungo i fossati con acque lentamente fluenti, a basse quote altitudinali. La sua presenza e diffusione sul delta del Nilo è stata una risorsa non indifferente per la Civiltà Egiziana.
Attualmente, il Papiro si ritrova come specie introdotta in molti Paesi e contrade, soprattutto come pianta ornamentale negli idrofitari di parchi pubblici, di Orti Botanici e di Ville storiche. In Italia, la sua presenza in alcune aree umide delle provincie di Siracusa e Catania, sin dai tempi della dominazione Araba (IX secolo d.C.), fa pensare ad un’antica naturalizzazione.

Raccolta

A seconda del settore economico di impiego, i fusti del Papiro vengono raccolti in epoche differenti: in autunno per il settore artigianale, fine primavera o inizio estate per l’erboristeria. Il Papiro viene attaccato dagli afidi, dalla cocciniglia cotonosa e dalla cocciniglia a scudo, che ne deprezzano le proprietà.

Utilizzo

Oggi il papiro viene coltivato soprattutto a scopo ornamentale, ma con il suo midollo vengono confezionati preparati per la nutraceutica e la cosmetica.

Proprietà e benefici

Per le sue proprietà emollienti e rigenerative, il midollo di Papiro viene utilizzato in cosmesi per pelli secche, stanche e arrossate; ha potere nutriente e lisciante su capelli sfibrati e ribelli.

Sin dai tempi antichi, il papiro simboleggia gioia, fertilità e giovinezza; gli Egiziani lo affiancavano ai defunti per augurare rinascita nell’aldilà

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