dss_new.jpg
bacchus.jpg
mosaic3p.jpg
hydro.jpg
ecoidriflor.jpg
swiff.jpg
wilife.jpg
econursery.jpg
garantes.jpg
agridigit.jpg
Slide_progetto.jpg
Loghi banner

L'EDERA (Hedera helix L.)

Image

Nome Comune: Edera

Nome Scientifico: Hedera helix L.

Nome Inglese: Ivy

Famiglia: Araliaceae

Etimologia del nome: Il nome deriva dal latino hendere, “arrampicarsi”, “avvinghiarsi”.

Note: Il nome ha una matrice augurale e assurge la pianta a simbolo di attaccamento e fedeltà. Legata al culto di Dioniso e di Bacco, l’Edera è conosciuta per la sua tendenza ad avvinghiare in modo serrato i tronchi degli alberi, soffocandoli e, spesso, portandoli alla morte.

L'Edera nella Divina Commedia

Inferno, Canto XXV, versi 58-60

Ellera abbarbicata mai non fue
ad alber sì, come l’orribil fiera
per l’altrui membra avviticchiò le sue.

Parafrasi: L'edera non si abbarbicò mai ad un albero come l'orribile serpente era avviticchiato alle membra del dannato

L’Edera nel Salento

L’Edera è tipico arbusto lianoso della macchia mediterranea. Vive bene nell’ombra del sottobosco, avvinghiandosi a querce, pini e arbusti vari spesso colonizzando anche il substrato formando un soffice tappeto. In piena luce, anche se soffre, può riversarsi su muri a secco, o coprire ruderi e ramaglie. Costituisce un pericolo quando si insedia sulle vecchie mura della città o delle dimore storiche. In quanto pianta perenne e sempreverde, dal fogliame lucido e variegato, la coltura dell’Edera interessa il settore del giardinaggio, che la propone per mascherare pareti e creare siepali divisori.

Descrizione Botanica

Portamento: L’edera è una pianta rampicante che si divide in numerosissimi fusti lianosi che si abbarbicano su qualsiasi sostegno, muro o albero. I rami giovani hanno una corteccia compatta e liscia di color marrone chiaro, quelli vecchi presentano corteccia sfibrata, con numerose radici avventizie che traggono nutrimento e acqua dall’ambiente esterno.

Foglie: Le foglie sono persistenti, durano qualche anno. Hanno un lungo picciolo e sono di color verde brillante. La forma può variare: nei rami che ancorano la pianta possono essere arrotondate e intere, nei rami giovani e in quelli che producono fiori e frutti sono divise in 3-5 lobi triangolari ed hanno una base cordata.

Fiori: I fiori sono riuniti in ombrelle isolate o riunite in brevi pannocchie che pendono dai rami fertili. Il fiore è piccolo, con una corolla a 5 sepali giallo-verdastri.

Frutti: Il frutto è una drupa tondeggiante, di colore nero, contiene 3 semi ed è velenoso.

Habitat

Pianta frugale e resistente, cresce in una zona altitudinale molto ampia, che va dal mare alla regione montana: In Italia è distribuita in tutte le regioni, in luoghi freschi e ombrosi come i boschi, i ruderi e le macchie fitte o aperti e soleggiati come i muri a secco, i vecchi tronchi degli oliveti e di fruttiferi, in giardini chiusi.

Raccolta

L’Edera può essere moltiplicata per via vegetativa, basta prelevare un ramo di almeno 2 anni, con radici ben formate e stenderlo in prossimità del muro o del sostegno che dovrà rivestire. Il periodo più sicuro per la raccolta e la riuscita dell’attecchimento è l’autunno o l’inizio della primavera.

Utilizzo

Sempre più numerose sono oggi le varietà commerciali di edera impiegate per l’arredo di parchi e giardini. Sono preferite quelle variegate, con striature chiare, per gli effetti cromatici che producono. L’estratto delle foglie di Edera viene utilizzato per la formulazione di gel, creme, oli da massaggio, ed altri prodotti cosmetici anticellulite.

Proprietà e benefici

Le proprietà terapeutiche dell’Edera sono note da tempi assai remoti. Pianta cara alla farmacopea popolare salentina, che con le sue foglie curava ferite, scottature, inestetismi della pelle. Le venivano attribuite anche proprietà espettoranti, antinevralgiche e analgesiche, con uso esterno di impiastri e decotti delle foglie, ma un dosaggio errato può essere dannoso. I frutti dell’Edera sono velenosi!