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La Viola (Viola sp.pl.)

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Nome Comune: Viola mammola, violetta

Nome Scientifico: Viola odorata L.,

Nome Inglese: Common violet, sweet violet

Famiglia: Violaceae

Etimologia: il nome del Genere deriva dal greco ἴον íon, “fìon” (= viola), mentre l’aggettivo odorata è riferito al profumo intenso e dolce che emana.

Note: Da sempre, le viole hanno ispirato poesie e canzoni romantiche descrivendo spesso rapporti difficili o struggenti che venivano appianati dalla delicatezza e dal profumo di questi piccoli fiori. Sin dall’antichità, le viole vengono coltivate come piante ornamentali, ma sfuggono alla coltivazione e si inselvatichiscono su incolti, radure di boschi e prati umidi o ombreggiati.

La Viola nella Divina Commedia

Purgatorio, Canto XXXII, versi 52-60

Come le nostre piante, quando casca
giù la gran luce mischiata con quella
che raggia dietro a la celeste lasca,

turgide fansi, e poi si rinovella
di suo color ciascuna, pria che ‘l sole
giunga li suoi corsier sotto altra stella;

men che di rose e più che di viole
colore aprendo, s’innovò la pianta,
che prima avea le ramora sì sole.

Parafrasi: Come le nostre piante, quando scende la gran luce del sole mescolata a quella che brilla dietro alla costellazione dei Pesci (dell'Ariete, in primavera), si inturgidiscono, e poi ognuna rinnova i suoi colori, prima che il sole si congiunga con un'altra stella; così si rinnovò quella pianta che prima aveva i rami così spogli, facendo sbocciare fiori tra roseo e violetto.

La Viola nel Salento

Viola odorata è comunemente chiamata con il nome vezzeggiativo di “mammola” e scambiata in segno di amore, amicizia e gratitudine. In alcuni paesini della provincia di Lecce, si era soliti regalare un mazzettino di mammole ai padrini, ai familiari e all’aiuto ostetrica, al ritorno dal battesimo. I fiori di mammola venivano scambiati tra fidanzati che dovevano stare lontani, quasi sempre per motivi di lavoro e per rappacificare rapporti tra suocere e nuore. Le fanciulle facevano essiccare una mammola tra le pagine del proprio diario per poterne ammirane la fragilità e l’eleganza e identificarsi. Proverbiale, anche, è il profumo delle violette: delicato, intenso e duraturo. Alcuni fedeli testimoniano che la presenza di San Pio da Pietralcina viene indicata dal profumo delle violette.

Descrizione Botanica

Portamento: La viola è una pianta erbacea perenne, piccola (5-15 cm), esile, con un rizoma molto resistente che produce stoloni sotterranei e stoloni aerei, striscianti, che si allungano e sui quali si producono nuove piantine che radicheranno lontane dalla pianta madre, ampliando così il popolamento.

Foglie: Le foglie sono di colore verde-scuro, membranacee, di forma ovata ma con base a forma di cuore; hanno un lungo ed esile picciolo e convergono tutte allo stesso punto, a formare una rosetta basale.

Fiori: I fiori sono solitari, di color viola intenso (o completamente bianchi), formati da 5 petali diversi tra loro e 5 sepali ovali, che nella parte posteriore si prolungano in piccole appendici. Nella parte posteriore, il petalo inferiore si prolunga in un piccolo sperone dello stesso colore. La fioritura va da marzo a luglio.

Frutti: Il frutto è una capsula sub-globosa, di circa 9-15 mm, rivestita di peli; produce semi lisci, rotondeggianti o a forma di goccia, lucidi e di color beige chiaro.

Habitat

Originaria dell’Europa meridionale, oggi la Viola mammola è presente in tutta Europa, in una fascia altitudinale che va dal livello del mare sino ai 1200 m. Si trova frequentemente in luoghi erbosi, ombrosi e umidi, sotto la protezione delle siepi dei campi, nelle dimore storiche, sfuggita dalle aiuole adibite alla sua coltivazione e diffusa lungo selciati, viali alberati, muri di confine e lati di rimesse.

Raccolta

I fiori devono essere raccolti subito dopo la fioritura, nel periodo primaverile. I rizomi si raccolgono in primavera o in autunno, quando la pianta ha rallentato il ciclo biologico.

Utilizzo

I fiori della viola mammola vengono caramellati o inclusi in gelatine per decorare pietanze, dolci e insalate. Nelle tisane, può avere funzione di piante aromatica (per coprire eventuali odori poco gradevoli di altre piante da utilizzare per infusi e decotti). Da sempre la viola mammola è impiegata in erboristeria per l’estrazione di essenze e realizzazione di creme profumi; con i suoi fiori, le massaie realizzavano piccoli sacchetti profuma-biancheria.

Proprietà e benefici

La viola mammola contiene principi attivi come oli essenziali, terpeni, acidi organici e tannini. Sono soprattutto i fiori ad essere ricchi di principi attivi e ad essere utilizzati per infusi e sciroppi contro la tosse e problemi a carico dell’apparato respiratorio. Le massaie consigliavano gli infusi di mammola anche contro foruncolosi giovanile, eruzioni cutanee, ragadi e scottature.

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