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La Gramigna (Cynodon dactylon (L.) Pers.)

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Nome Comune: Gramigna, erba canina

Nome Scientifico: Cynodon dactylon (L.) Pers.

Nome Inglese: Weed

Famiglia: Graminaceae (Poaceae)

Etimologia: il nome del Genere deriva dal greco κύων, κυνός cyon, cynòs (cane); l’epiteto dactylon deriva dal greco dáctylos (dito), riferito alla forma digitata dell’infiorescenza

Note: La Gramigna è una pianta infestante difficile da eradicare quando ormai colonizza i campi, per questo motivo viene considerata “maledetta”, perché porta a rovina i raccolti.

La Gramigna nella Divina Commedia

Purgatorio, Canto XIV, versi 100-102

Quando in Bologna un Fabbro si ralligna?
quando in Faenza un Bernardin di Fosco,
verga gentil di picciola gramigna?

Parafrasi: Quando mai può rinascere a Bologna un Fabbro dei Lambertazzi? E a Faenza un Bernardino di Fosco, nobile rampollo di umili origini?

La Gramigna nel Salento

La Gramigna è una specie molto competitiva, che sottrae il nutrimento e l’acqua del terreno in quantità maggiori e molto più velocemente, rispetto ad altre specie, tanto da far perdere di valore alle campagne ed ai terreni coltivabili. Infatti, il suo apparato radicale è costituito da un robusto rizoma sottile e strisciante, con tantissimi nodi gemmanti che radicano velocemente e formano nuove piante, perciò, quanto più lo si frammenta, più si propaga nel campo. Per debellarla, occorrono zappature profonde per portare in superficie tutti rizomi che vengono poi raccolti, lasciati essiccare o bruciati, operazione indicata con il termine dialettale scramignatura.

La cattiva reputazione della Gramigna è attestata dai numerosi eufemismi e dalle metafore che l’associano a situazioni spiacevoli e ad individui impiccioni e fastidiosi: “… è come la gramigna!”, cioè fastidioso e insistente; “zappa che non va in profondità non distrugge la gramigna!”, riferito all’apparato radicale che arriva negli strati profondi del terreno e anche un sottile rizoma residuo potrà re-infestare il campo; “l’amore è come la gramigna: una volta che nasce non si spianta!”. Nel linguaggio popolare, per indicare una malasorte che si abbatteva su di una famiglia, era solito dire “…. in quella casa è entrata la gramigna!”.

La Gramigna cresce quasi ovunque, dai terreni coltivati a quelli incolti e nemmeno con i più potenti fitofarmaci si riesce a debellarla definitivamente.

Descrizione Botanica

Portamento: La Gramigna è una pianta erbacea perenne, ma esile, con fusti che raggiungono altezze tra i 15-35 cm. La radice è un rizoma strisciante, flessibile e robusto, con numerose gemme radicali dalle quali si sviluppano singoli fusti che maturano spighe digitate (disposte come le dita del palmo della mano). Il terreno viene praticamente tappezzato e quasi completamente coperto da questi fitti fusti anch’essi flessibili ma robusti, resistenti allo strappo.

Foglie: Le foglie hanno una parte basale membranacea, detta guaina, con la quale avvolgono il fusto, ed una lamina breve, larga appena 3-5 mm, rigida, appuntita e coperta di brevi peli visibili anche ad occhio nudo.

Fiori: I fiori sono riuniti in brevi spighe digitate, di colore violaceo, in numero variabile, da 3 a 5. Le spighette sono a fiore unico, avvolto da due glume uguali, di consistenza membranacea. La fioritura avviene da aprile a settembre.

Frutti: Il frutto è una cariosside panciuta e oblunga.

Habitat

La Gramigna è ubiquitaria, può attecchire in qualsiasi ambiente, ma predilige i pascoli ricchi di deiezioni animali, i terreni calpestati, i coltivi irrigati e fertilizzati; ha una distribuzione molto ampia nel nostro pianeta, pertanto, viene indicata come specie Termo-Cosmopolita.

Raccolta

La raccolta può essere effettuata in qualsiasi momento dell’anno, ma meglio se è al culmine del suo ciclo riproduttive, cioè in estate.

Utilizzo

La Gramigna viene data in pasto agli animali ruminanti.

Proprietà e benefici

La Gramigna è nota per le sue proprietà antinfiammatorie, diuretiche, dissetanti. I contadini ne raccoglievano le radici, le seccavano all’ombra e le conservavano per decotti e infusi contro le affezioni delle vie urinarie, come depurativo del sangue e per alleviare i problemi intestinali.

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