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Il Sorbo (Sorbus domestica L.)

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Nome Comune: Sorbo

Nome Scientifico: Sorbus domestica L.

Nome Inglese: sorb

Famiglia: Rosaceae

Etimologia del nome: Sorbo deriva dal latino “Sorbus” che a sua volta deriva dal celtico “Sor”, che significa aspro.

Note: Le testimonianze dell’uso del sorbo sono molto antiche: le prime risalgono al 400 a.C. in Grecia, i Romani lo fecero conoscere al resto dell’Europa. Le popolazioni celtiche lo consideravano un albero sacro e lo piantavano ovunque per proteggere le case.

 

Il Sorbo nella Divina Commedia

Inferno, Canto XV, versi 61-66

Ma quello ingrato popolo maligno
che discese di Fiesole ab antico,
e tiene ancor del monte e del macigno,

ti si farà, per tuo ben far, nimico:
ed è ragion, ché tra li lazzi sorbi
si disconvien fruttare al dolce fico. 

Parafrasi: Ma quell'ingrato e maligno popolo che è disceso anticamente da Fiesole (i Fiorentini) e conserva ancora la rozzezza dei montanari, diventerà tuo nemico per le tue buone azioni: e ne ha ben donde, poiché non è opportuno che il dolce fico nasca tra i frutti agri.

Il Sorbo nel Salento

Il Sorbo (Sorbus domestica L.) è conosciuto nel Salento anche c on il nome di “survia”.
La fruttificazione del sorbo domestico è abbondante e foriera di buoni presagi. Per questo, anticamente, un sorbo non mancava mai in un podere contadino. Ancora oggi troviamo il sorbo in vecchie masserie dove era abitudine avere un po’ di tutto, almeno un frutto per ogni mese dell’anno. Lo troviamo un po’ inselvatichito in zone in cui un tempo era coltivato, nel territorio di alcuni Comuni salentini, tra cui Vernole, Martano, Carpignano Salentino. Il sorbo con tutti i suoi componenti (frutti, foglie, tronco, corteccia) veniva utilizzato in vari modi. Per rendere commestibili, dolci e profumati i frutti maturi, che appena raccolti sono troppo aspri e lapposi, venivano sistemati in locali freddi e asciutti con strati di paglia, per alcune settimane; si praticava quindi l’ammezzimento, una maturazione post-raccolta, ancora in uso. Un vecchio adagio contadino delle campagne siciliane che si è diffuso anche nel Salento dice: “Cu lu tempo e cu la pagghia, maturanu li sorba”, ovvero “con il tempo e con la paglia maturano le sorbe”, un detto che si è poi tramandato in linguaggio comune a significare che certe decisioni per maturare hanno bisogno di tempo.

Descrizione Botanica

Portamento: Il Sorbo è un albero dal portamento maestoso, dalla chioma vaporosa e leggera e con corteccia di colore bruno che si fessura in piccole placche.

Foglie: Le foglie sono composte da 5-8 paia di foglioline, più quella terminale, che hanno forma ovale-allungata e margine dentellato.

Fiori: I fiori sono riuniti in corimbi poco numerosi, ricoperti di fine peluria e sono composti da 5 sepali triangolari e 5 petali bianchi di forma rotonda.

Frutti: Il frutto è un achenio contenuto in un falso frutto carnoso, rotondo o piriforme, di colore rosso cupo a maturità, con polpa di sapore acidulo. I frutti del Sorbo, detti sorbe (o sorbole), attirano gli uccelli che ne sono ghiotti, perciò l’albero diventa mèta e sede di nidificazione per passeri, tordi e merli

Habitat

Il sorbo è largamente diffuso nei boschi della regione mediterranea; in Italia lo si trova frequentemente nelle zone collinari e montagnose fino a 1800 metri di altezza. Numerose sono le varietà coltivate. Il sorbo spontaneo vegeta bene nei suoli calcarei, quindi può essere coltivato anche in terreni argillosi e compatti, purché privi di ristagno idrico.

Raccolta

Il sorbo volge il ciclo riproduttivo dalla primavera all’autunno; fiorisce in aprile-maggio. La maturazione avviene in pieno autunno, ma i frutti alla raccolta risultano troppo aspri e lapposi.
Con la pratica dell’ammezzimento si raggiunge una maturazione post-raccolta: le sorbe vengono sistemate per qualche settimana in locali freddi e asciutti, con strati di paglia, affinché si ammorbidiscano e diventino dolci, profumate e con la polpa farinosa e molle. In pratica, grazie al freddo e alla paglia, i tannini, aspri e amari, si trasformano in zuccheri.

Utilizzo

Le sorbe, alla maturazione sull’albero (maturazione fisiologica), risultano non commestibili perché astringenti ed allappanti; un periodo di post-maturazione (ad esempio nella paglia) porta all’ammezzimento e quindi alla possibilità di consumo diretto. Con le sorbe si preparano anche marmellate e gelatine e un ottimo liquore tradizionale: il sorbolino. Il legno del tronco ha un colore rosso bruno ed ha una particolare durezza e compattezza e per questo può essere usato per farne oggetti intagliati, scolpiti od intarsiati oppure lavorati a tornio. Le foglie e la corteccia del sorbo, per le loro proprietà astringenti e per l’elevato contenuto in tannino, vengono impiegate anche nella concia delle pelli. Le foglie sono un ottimo foraggio per gli ovini.

Proprietà e benefici

I frutti ed i semi del Sorbo contengono diversi principi attivi fra cui: acido malico, sorbitolo, tannino e vitamina C. Hanno proprietà astringenti, antinfiammatorie e lenitive.

 

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