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FIORI ROSSI E GIALLI

fiori rossi e gialli

Nome comune: Fiore

Nome Inglese: Flower (red and yellow flowers)

Etimologia: Il termine deriva dal latino flōs flōris

Note: Il fiore è la parte più bella e appariscente della pianta, che contiene gli apparati della riproduzione: è un germoglio trasformato che porta speciali foglie adibite alla funzione riproduttiva.

Il valore emozionale dei fiori, oltre che nella forma e nell’eleganza, si esprime attraverso le loro colorazioni che, nell’ambito della stessa specie, possono essere anche molteplici, come per le Gerbere, le Calle, i Tulipani, i Gigli, le Margherite, le Rose etc.

Fiori rossi e gialli nella Divina Commedia

Nella descrizione di luoghi ameni, figure femminili piene di riserbo e pudore ma di ingegno elevato, valorizzano ancora di più quei luoghi, mettendo in risalto il ruolo dei fiori che, come le vergini, si presentano in tutta la loro bellezza e in tutta la loro importanza.

Purgatorio, Canto XXVIII, versi 52-57

Come si volge, con le piante strette
a terra e intra sé, donna che balli,
e piede innanzi piede a pena mette,
volsesi in su i vermigli e in su i gialli
fioretti verso me, non altrimenti
che vergine che li occhi onesti avvalli;

Parafrasi: Come volteggia una donna che danza, con i piedi stretti a terra e fra di loro, e mette in modo lieve un piede davanti all'altro, così lei (Matelda) si volse verso di me sui fiorellini rossi e gialli, non diversamente da una vergine che abbassi gli occhi dignitosi;

Fiori rossi e gialli nel Salento

Nel simbolismo dei fiori, per la sua intensità, il colore rosso esprime passione, amore, gioia di vivere, forza e intraprendenza, bellezza e fermezza, ma anche rabbia, violenza. pericolo e morte. Allo stesso modo, il colore giallo è il simbolo della solarità e dell’energia e viene associato all’estro, all’apertura, alla vivacità, all’ottimismo e alla leggerezza ma anche alla gelosia, per chi avverte un allontanamento della persona amata.

L’amenità dei prati in primavera è caratterizzata da un tripudio di colori offerti dai fiori, tra i quali prevalgono quasi sempre il rosso ed il giallo e non per caso!

Infatti, il colore della corolla dipende dalla presenza di metaboliti secondari, sostanze chimiche che la pianta sintetizza a seconda del pH del terreno su cui cresce, della temperatura e delle condizioni climatiche; questi metaboliti determinano le colorazioni dei petali della corolla e sono necessari per attirare gli insetti impollinatori. Tra queste sostanze, sono comunemente note il carotene, i flavonoidi, la luteina, che conferiscono colorazioni dal giallo all’arancio, gli antociani, che conferiscono colorazioni dal rosso al blu, il licopene e le betalaine che conferiscono il tipico colore rosso-arancio a molti fiori e a molti frutti.

Gli occhi degli insetti impollinatori sono grandi, sferici e percepiscono le immagini da tutte le direzioni, a 360°, in quanto formati da migliaia di unità fotorecettive; non percepiscono le immagini come gli occhi umani, ma sono in grado di “vedere” le radiazioni dello spettro della luce, le captano e le seguono sino alla sorgente, cioè i fiori. Ogni specie ha i suoi fiori preferiti: i Coleotteri prediligono fiori molto profumati ma con colori poco appariscenti; gli Imenotteri (ad esempio le Api) percepiscono il blu, il giallo e l’UV ma non percepiscono il rosso; i Lepidotteri (Farfalle e Falene) percepiscono anche il rosso.

Descrizione Botanica

La corolla dei fiori ha forma e colorazione che dipendono molto dalla specie di insetto da attrarre, essa costituisce una sorta di vestibolo che deve offrire conforto all’impollinatore durante la sua “visitazione”. Recenti studi condotti dal Prof. M.H. Koski (2022), della Clemson University, confermano che i fiori di specie diverse hanno diversa capacità di assorbire le radiazioni dello spettro luminoso e di rispondere a modifiche ambientali, compresi i cambiamenti climatici, che costituiscono pericolo per la loro sopravvivenza e dei loro insetti impollinatori. Tali studi hanno dimostrato anche che nella maggior parte delle specie, l’assorbimento è massimo alla base dei petali e non alle punte, creando una sorta di “occhio di bue” proprio nella parte centrale del fiore, guidando gli insetti nella ricerca del polline.

Normalmente, in un’area geografica, le specie vegetali alternano le loro fioriture seguendo le temperature stagionali e le quote altitudinali, producendo fiori con forme e colorazioni più adatti che tengono conto anche dei cicli biologici degli insetti, tuttavia, i cambiamenti climatici producono variazioni dei parametri ambientale in maniera repentina e tendono a favorire le specie con maggior plasticità.

Habitat

Le condizioni ambientali del Salento, prima del problema “cambiamenti climatici”, prevedevano inverni miti, piogge abbondanti in autunno e all’inizio della primavera, estati siccitose ma in intervalli ben precisi. Queste condizioni favoriscono una ricca e variopinta flora che da marzo a maggio colora prati, pascoli e colture agrarie. Già da febbraio e per tutto il mese di marzo, i petali candidi dei Pruni, dei Ciliegi e dei vari Susini sovrastano i campi infestati dal Ravanello e della Rughetta selvatici, anch’essi dai fiori bianchi; continuano poi le gialle fioriture delle Brassicacee (rape selvatiche, rapistele), delle Radicchielle, del Tarassaco e, a maggio, quelle dei maestosi Crisantemi, localmente indicati con il nome di fiuri masci (= fiori di maggio).

Tra maggio e giugno, quando le temperature sono ormai alte le altre colorazioni sembrano non esserci, predomina il rosso dei Papaveri ed il giallo dei Crisantemi, con fioriture abbondanti e spettacolari che ricoprono superfici anche molto estese. Non a caso, i colori del Salento e della squadra di calcio del Lecce sono giallo/rosso!

Raccolta

Dagli arbori della civiltà, i pigmenti coloranti sintetizzati dalle piante, visibili nei fiori ma presenti anche in altri organi delle piante, sono stati sfruttati per la colorazione di tessuti, pietanze e affreschi. Con i petali dei papaveri, le giovani fanciulle coloravano le labbra e le guance; per colorare il viso e le palpebre, utilizzavano i petali della malva, della rosa, del centauro eritreo. I fiori venivano raccolti freschi, appena sbocciati, alle prime luci dell’alba, quando maggiore è la concentrazione di sostanze coloranti, che diminuisce nel corso dell’esposizione all’insolazione.

Utilizzo

Nel Salento, numerosissime furono le specie vegetali utilizzate per le loro proprietà coloranti; erano piante da frutto (noce, melograno, mandorlo, albicocco, fico, melo, cotogno, pero, gelso nero) o piante erbacee coltivate allo scopo (guado, zafferano, sambuco, robbia tintoria). L’insigne botanico Vitangelo Bisceglia (Terlizzi 1749-1817) ne annoverava più di 60, alle quali aggiungeva il Lichene islandico (ed altre specie dello stesso genere) e l’alga del genere Conferva utilizzate per ottenere colorazioni rosso, rosso-porporino. Le donne anziane intervistate in questi ultimi anni sul territorio salentino, ricordano poche delle potenziali specie vegetali un tempo utilizzate per la colorazione delle stoffe e della lana. Tra le piante utilizzate per il colore verde o giallo sbiadito vengono riferite: euforbia, rovo, ginestra, bucce di melograna, giaggiolo nano, cartamo, calendula, borragine, asfodelo, reseda. Per il viola e sue gradazioni sono stati menzionate: papavero, gelso, giaggiolo, sambuco, arganetta azzurra, robbia, ancusa, erba viperina, cinoglosso. Poche ma molto comuni e facilmente reperibili sono le piante utilizzate per ottenere il colore bruno o marrone: querce, mallo di noce, acacia, melo, mandorlo, sommacco; per il colore blu sono state menzionate malva e guado.

Proprietà e benefici

I benefici e le proprietà delle parti colorate delle piante (fiori, foglie, fusti, radici) vengono continuamente riferiti da numerosissimi articoli scientifici nei quali si attesta il potere antiossidante, antiinfiammatorio, antipiretico, antitumorale di tutte quelle sostanze sintetizzate dalle piante e accumulate nei diversi organi; basti pensare agli antociani, ai carotenoidi, alle cianidine, ai tannini e a tante altre sostanze che oggi vengono identificate e classificate nelle diverse categorie dei phytochemicals.  Tali sostanze sono oggetto di interesse terapeutico ed economico per i settori dell’omeopatia, della farmaceutica e dell’erboristeria.