CREA Logo

Orticoltura e Florovivaismo

Svolge ricerche con approcci integrati e multidisciplinari per il miglioramento genetico, la valorizzazione della biodiversità, l’innovazione agronomica e la difesa ecocompatibile di specie coltivate in pieno campo e sotto serra, orticole, aromatiche, floricole - ornamentali, per l’arredo urbano e delle produzioni vivaistiche.

Attività di ricerca
Il Centro svolge ricerche con approcci integrati e multidisciplinari per il miglioramento genetico, la valorizzazione della biodiversità, l'innovazione agronomica e la difesa ecocompatibile di specie coltivate in pieno campo e sotto serra, orticole, aromatiche, floricole - ornamentali, per l'arredo urbano e delle produzioni vivaistiche. Gli obiettivi di ricerca ed innovazione si concretizzano nell’aumento sostenibile della produttività, della redditività e dell’efficienza delle risorse negli agro-ecosistemi; nella valorizzazione delle risorse genetiche e dei servizi ecologici e sociali provenienti dall’agricoltura; nella sicurezza alimentare legata a qualità, tipicità dei prodotti agricoli e stili di vita.

Piante Mati Logo

MATI 1909

MATI 1909 da 4 generazioni è sinonimo di eccellenza nella produzione vivaistica di piante ornamentali, anche di grandi dimensioni, nella progettazione e realizzazione di piccoli e grandi giardini, nella promozione della cultura del verde e del food agrituristico toscano. In Italia e nel mondo, nei giardini, nei parchi, nelle città, come nelle più importanti organizzazioni, ci sono piante che provengono dai nostri vivai in Toscana. Noi della famiglia Mati, per tradizione, le produciamo con cura e con tecnologie avanzate fin dal 1909.

La Piante MATI Pistoia nasce nel 1909 come azienda familiare, dinamica, attenta a mantenere una produzione di qualità con metodi tradizionali ma anche innovativi, esattamente come oggi.

Nei 4 vivai di produzione, dislocati in diverse zone della piana pistoiese in Toscana, vengono applicate alle coltivazioni tecniche colturali appropriate ad ogni specie: alcune piante vengono coltivate in piena terra secondo le pratiche tradizionali del vivaismo, altre in contenitori tecnologici per una pronta disponibilità e la garanzia di un potente apparato radicale.

Mati 1909, grazie alla sua storia centenaria, da anni seleziona alberature e soggetti di particolari dimensioni e pregio chiamati “Esemplari”; ha in produzione alcune fra le più belle piante “made in Pistoia” ed è orientata su alberature e conifere con altezze variabili da 2 a 12 metri, arbusti e cespugli per barriere e schermi naturali, rose, piante mediterranee, agrumi allevati in vasi di cotto secondo l’arte dei giardinieri rinascimentali, arbusti ornamentali e molte altre piante ancora, utilizzabili per la realizzazione di giardini, verde pubblico e paesaggio.

 

Logo DAGRI

Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali

Il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI), nato il primo gennaio 2019 dalla fusione delle due strutture preesistenti, il Dipartimento di Gestione delle risorse agrarie, forestali e alimentari (GESAAF) e il Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente (DISPAA), rappresenta l’unico Dipartimento dell’area di agraria dell’Università di Firenze.

Al DAGRI afferiscono tutti i 20 SSD di agraria (AGR), oltre al BIO/03 (Botanica ambientale e applicata) e al IUS/03 (Diritto Agrario). Si tratta del secondo Dipartimento dell’Ateneo fiorentino per dimensioni e attività; il personale comprende circa 120 docenti e 60 tecnici/amministrativi, 50 dottorandi di ricerca, 70 assegnisti di ricerca e 40 borsisti.
Le strutture del Dipartimento sono collocate in varie sedi, fra cui i complessi delle Cascine, di Quaracchi e di Sesto Fiorentino, via Donizetti e via Maragliano. Il DAGRI è articolato in 10 sezioni che rappresentano le competenze presenti:

  • Colture arboree
  • Economia, estimo e diritto
  • Foreste Ambiente Legno Paesaggio
  • Ingegneria Agraria, Forestale e dei Biosistemi
  • Microbiologia agraria; Patologia vegetale ed entomologia
  • Scienze agronomiche, genetiche e gestione del territorio
  • Scienze animali
  • Scienza del suolo e della pianta
  • Scienze e Tecnologie Alimentari
Logo disaaa UNIPI

Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali

Il 18 settembre 2012 è stato costituito il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali (DiSAAA-a) dall’unione delle seguenti strutture: Dipartimento di Agronomia e Gestione dell’Agroecosistema, Dipartimento di Biologia delle Piante Agrarie, Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose “G. Scaramuzzi” e Facoltà di Agraria.

La storia della Facoltà di Agraria dell’Università di Pisa

Il 5 ottobre 1840, con la Notificazione del Granduca Leopoldo II di Lorena, veniva istituita la cattedra di Agricoltura e Pastorizia nel quadro della riforma del piano di studi dell’Ateneo Pisano. Quale primo titolare venne chiamato il Marchese Cosimo Ridolfi, agricoltore, cultore di studi agrari e accademico georgofilo, deciso ed autorevole propugnatore dell’idea innovatrice di “professare agricoltura all’Università”. presidenza
Con notificazione della Sopraintentenza degli Studi del Granducato di Toscana, in data 1 marzo 1844 venne istituita la Scuola di Agraria. Essa rilasciava un diploma accademico che ha costituito il primo ordinamento di studi universitari, di cui si abbia notizia, per il conseguimento di una laurea in scienze agrarie.
La Facoltà di Agraria fu istituita definitivamente nel 1871 ed è stata la prima istituzione universitaria di studi agrari nel mondo. La sua storia appare segnata da continuità di orientamenti e prospettive, traendo dalla lezione del passato indicazioni per il futuro.

GEA LOGO

Green Economy and Agriculture

Il nome GEA, che nella mitologia classica rappresenta la madre Terra all’origine del mondo, è anche l’acronimo di Green Economy (and) Agriculture ultima nata tra le società strumentali della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.
GEA persegue la missione di realizzare un Parco Scientifico e Biotecnologico per consentire l’incontro fecondo tra attività imprenditoriali locali, mondo della ricerca, alta formazione e servizi avanzati alle imprese, con particolare riferimento ai settori dell’agricoltura sostenibile, dell’energia rinnovabile, dell’economia circolare, oltre al benessere dei cittadini.
L’innovazione del sistema agricolo, la valorizzazione del territorio, la promozione dei prodotti locali, la salvaguardia del paesaggio e delle risorse ambientali, la tutela della salute e il miglioramento della qualità della vita attraverso la ricerca medico-farmaceutica, l’educazione ambientale, sono gli obiettivi delle attività sviluppate da GEA.

Lamma Logo

Consorzio LaMMA

ll LaMMA, Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile, è un consorzio pubblico tra la Regione Toscana e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

L’attuale consorzio LaMMA deriva dal progetto "Laboratorio di Meteorologia Modellistica Ambientale" (LaMMA) nato nel 1997 su iniziativa della Regione Toscana (Direzione Generale Sviluppo Economico, Dipartimento Attività Produttive) in cooperazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Istituto di Biometeorologia CNR IBIMET, oggi Istituto per la BioEconomia - CNR IBE ) con l’obiettivo di creare un’interfaccia fra il mondo delle istituzioni, le componenti di eccellenza scientifica e tecnologica, l’industria e varie strutture operative impegnate nella ricerca e applicazione della meteorologia e della modellistica ambientale.

Grazie alla sua particolare natura che lo colloca all’intersezione tra il mondo della ricerca e il servizio pubblico, il LaMMA può mettere a disposizione del territorio e della collettività toscana, e non solo, i servizi ad alto valore aggiunto sviluppati all’interno del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

La sinergia tra la componente di ricerca messa a disposizione dal CNR e l’operatività richiesta dai servizi a carattere regionale ha spinto il LaMMA a realizzare negli anni prodotti e servizi ad alto valore aggiunto tecnico-scientifico a partire dagli sviluppi nel settore della modellistica numerica per la previsione meteorologica ed oceanografica diventando il primo servizio meteo-oceanografico operativo.

Logo Società Toscana di orticultura

Società Toscana di Orticultura

La Società toscana di orticultura è nata nel 1854 per iniziativa dellAccademia dei Georgofili, con lo scopo di incoraggiare e promuovere lorticoltura in Toscana. Dopo quasi due secoli, la sua attività colturale continua, non solo con lorganizzazione di mostre mercato floro-vivaistiche e corsi di formazione in tema di orticoltura, giardinaggio, architettura dei giardini e agricoltura, ma anche grazie ad una biblioteca fornita di numerosi volumi antichi e un archivio storico: testimonianza concreta della sua importanza a livello nazionale ed internazionale.

Presidente: Alberto Giuntoli
Vice Presidente: Fabrizio Ermini
Consiglio Direttivo
Pietro Barni, Antonio Fabiani, Francesco Ferrini, Silvia Fineschi, Stefano Mancuso, Marcello Pieri, Brando Sammicheli.

Breve Storia

Il 28 marzo 1852 lAccademia dei Georgofili nominava una commissione con lo speciale incarico di procurare in Firenze la costituzione di una Società di Orticultura: "La Società dovrebbe risiedere a Firenze, intitolarsi Società Toscana di Orticultura, e proporsi dincoraggiare e promuovere questo importante ramo dindustria con tutti quei mezzi che stimerà opportuni, tra i quali son certo le Esposizioni". La commissione addetta a tale impresa era formata dalle persone più chiare e competenti dellepoca in ambito orticolo: il marchese Carlo Torrigiani, Gaetano Baroni, il cavaliere Odoardo Bartolini, Pietro Betti, Cesare Franchetti, Giovanni Geri, Carlo Luzzatti, il marchese Ferdinando Panciatichi, il prof. Filippo Parlatore, il barone Bettino Ricasoli, Antonio Salvagnoli, Emilio Santarelli, Carlo Schmitz, Francesco Sloane, Antonio Targioni-Tozzetti e il marchese Niccolò Ridolfi. I membri della stessa, per sperimentare leffettiva popolarità e la possibilità di successo di una tale iniziativa, indissero una prima mostra orticola che si sarebbe dovuta tenere nel settembre dello stesso anno, aprendo nelle provincie toscane una sottoscrizione che sarebbe dovuta servire a raccogliere il denaro necessario a coprire le spese per la mostra e a conferire alcuni premi in contanti agli espositori più meritevoli. La mostra si tenne nel giardino del palazzo della Crocetta nei gironi 23-26 settembre 1852 ed ebbe un discreto successo perché ad essa vi parteciparono numerosi giardini granducali e molti esponenti delle famiglie nobili toscane: Torrigiani, Ridolfi, Gherardesca, Rospigliosi, Panciatichi Ximenes dAragona, Corsini, Ricasoli, Demidoff, ecc… Il promettente risultato di questa esposizione fece sì che la Commissione poté dedicarsi con fiducia a trovare aderenti per la formazione della Società e fu così che il 24 marzo 1854, in generale assemblea, discusso e approvato lo Statuto Sociale, venne istituita la Società Toscana di Orticultura. Il presidente venne scelto nella figura del prof. Filippo Parlatore.

Ancora oggi la Società Toscana di Orticultura continua la sua attività promuovendo iniziative e organizzando mostre mercato di piante e fiori che, dal 2000, sono ritornate nella loro sede originaria: il giardino pubblico di via Bolognese.

 

Accademia Dei Georgofili Logo

Accedemia dei Georgofili

L’Accademia dei Georgofili fu fondata a Firenze nel 1753 per iniziativa di Ubaldo Montelatici, Canonico Lateranense, allo scopo di «far continue e ben regolate sperienze, ed osservazioni, per condurre a perfezione l’Arte tanto giovevole della toscana coltivazione».

Il Governo Granducale Lorenese le conferì presto carattere di Istituzione pubblica (prima nel mondo), affidandole importanti incarichi. Con l’Unità d’Italia, l’Accademia dei Georgofili, che già di fatto aveva una dimensione extra-toscana, divenne anche formalmente nazionale. Nel 1897 fu riconosciuta come Istituzione Statale.

Nel 1932 fu eretta in “Ente morale” e, sempre nello stesso anno, ottenne la concessione in uso gratuito dell’attuale sede demaniale. L’Accademia dei Georgofili è al mondo la più antica Istituzione del genere ad occuparsi di agricoltura, ambiente, alimenti, e promuove il progresso delle conoscenze, lo sviluppo delle attività tecnico economiche e la crescita sociale. Adeguando ai tempi organizzazione, metodologia e strumenti di lavoro, ha sempre mantenuto il proprio ruolo e gli obiettivi enunciati con l’atto costitutivo.

Il lavoro svolto dall’Accademia fa emergere un richiamo alla consapevolezza della vitale importanza dell’agricoltura, da sempre giustamente considerata settore primario, non solo per la priorità temporale delle sue attività produttive, ma anche perché ha costituito e costituisce tuttora la fonte principale del nostro sostentamento alimentare. Inoltre è stata la matrice dello sviluppo manifatturiero industriale (al quale ha fornito materie prime, forza lavoro e capitali) e rappresenta il fondamentale fattore di equilibrio per la biosfera della quale l’uomo è parte integrante e dalla quale dipende la sua stessa sopravvivenza.

L’Accademia ha accompagnato lo sviluppo delle scienze agrarie, nella loro accezione più ampia. Seguendo l’evolversi dei tempi, continua ad affrontare le nuove problematiche che investono l’agricoltura e tutti i rapporti dell’uomo con l’ambiente naturale. Conduce studi e ricerche, adottando le più moderne metodologie, al fine di promuovere concrete iniziative. I risultati vengono esposti e discussi pubblicamente in apposite “Adunanze pubbliche”, poi riportate nell’annuale volume degli Atti.

Per affrontare lo studio di ogni singola problematica, l’Accademia liberamente si avvale della collaborazione dei più qualificati studiosi e tecnici, ovunque siano, anche se afferenti a diversi enti pubblici e privati.

Per lo studio di specifici temi sono costituiti anche appositi Centri e Comitati consultivi. Inoltre, al fine di potenziare attività e collaborazioni sull’intero territorio nazionale, i Georgofili hanno realizzato Sezioni geografiche.
L’attività editoriale oggi comprende anche la «Rivista di storia dell’agricoltura», le «Informazioni dai Georgofili», monografie su specifici argomenti, pubblicazioni commentate di antichi manoscritti, vari cataloghi.

La Biblioteca, la Fototeca e l’Archivio offrono agli studiosi un patrimonio documentario tematico di ineguagliabile valore, oggetto continuo di indagini storiche da parte di studiosi di varie discipline. I pregi di tale patrimonio vengono messi in rilievo anche da numerosi momenti espositivi organizzati periodicamente su tematiche specifiche.

Fra le attività dell’Accademia vi sono altre iniziative, quali corsi di formazione e aggiornamento.

I Georgofili hanno rappresentato e rappresentano uno strumento per confrontare e far circolare le idee, collegandosi con il mondo e contribuendo a mantenere alto il prestigio della nostra cultura, sempre nel pieno rispetto del proprio motto Prosperitati Publicae Augendae.

Logo Accademia Forestale

ACCADEMIA ITALIANA DI SCIENZE FORESTALI

L'Accademia Italiana di Scienze Forestali, è un'Istituzione indipendente, sotto l'egida del MIC (MInistero della Cultura) . Il presente Statuto risale al 1952. L'Accademia è organizzata in 4 sezioni: Economia forestale, politica e diritto; Selvicoltura e protezione dell'ambiente, ingegneria forestale, tecnologia e industrie forestali.

L'Accademia Italiana di Scienze Forestali è stata fondata il 21 giugno 1951, con decreto firmato dal Prof. Amintore Fanfani, allora Ministro delle Politiche Agricole e Forestali. Il primo Presidente, in carica fino al 1980, è stato il Prof. Generoso Patrone. I suoi successori sono stati Alessandro de Philippis e Fiorenzo Mancini. Al momento il presidente è Orazio Ciancio.

Lo scopo dell'Accademia è quello di contribuire al progresso delle scienze forestali e dei relativi aspetti giuridici, storici ed economici, considerando le loro implicazioni nella selvicoltura, come elementi fondamentali per la prosperità nazionale.

Attività principali

  • L'Accademia promuove la ricerca su questioni scientifiche, tecniche, economiche e legali legate alla gestione forestale e alla tutela ambientale;
  • organizza conferenze, workshop e seminari su questi campi;
  • pubblica atti accademici, studi tecnici e scientifici, inchieste, monografie, raccolte di saggi e riviste;
  • collabora con analoghe istituzioni nazionali ed estere;
  • gestisce una biblioteca specializzata in scienze forestali.
Osservatorio Mestieri d'Arte

Associazione Osservatorio Mestieri d'Arte

OMA nasce nel 2001 come insieme articolato di progetti sviluppati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze con l’obiettivo di promuovere il settore dei mestieri d’arte.

Nel 2010, OmA diviene Associazione senza scopo di lucro tra Fondazioni bancarie con sede e personale specializzato a Firenze presso la Fondazione Cassa di Risparmio.

La rivista “OmA” (reg. trib. Fi. N. 5728 del 3/06/2009) e il portale web, nati nel 2006, sono strumenti dell’Associazione volti a diffondere la conoscenza delle realtà artigianali di tutta la penisola, a estendere la rete di contatti nazionali e internazionali e a promuovere i progetti del settore ma anche le realtà produttive italiane.

A partire dal 2010, OMA ha istituito la consegna di una targa in ceramica a quelle botteghe artigiane che si distinguono per l’alta qualità delle produzioni e dei materiali, per i processi produttivi non standardizzati, per l’utilizzo di tecniche tradizionali, ma anche per l’introduzione di tecnologie innovative.

Alle attività selezionate da OMA, nel corso di una cerimonia ufficiale, viene consegnata una targa in ceramica che li certifica come Artigiani OMA.

LOGO IBE

Istituto per la BioEconomia - CNR

L’Istituto per la BioEconomia – IBE – è nato il 1 giugno 2019 dalla fusione dell’Istituto di Biometeorologia (IBIMET) e dell’Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree (IVALSA), che nel corso degli anni hanno sviluppato competenze e complementarietà nel settore strategico della bioeconomia. Questa disciplina, inclusiva delle attività che utilizzano bio-risorse rinnovabili della biosfera terrestre per produrre alimenti, materiali ed energia, comprende quindi il comparto della produzione primaria (agricoltura, foreste, pesca), così come i settori industriali di uso e trasformazione risorse , quello agroalimentare, quello del legno, parte dell’industria chimica, delle biotecnologie e dell’energia. Le strategie di sostenibilità ambientale e dell’uso delle risorse, di riduzione degli impatti, del rafforzamento della resilienza e supporto alla mitigazione sono incluse in questa tematica, che ha quindi una forte valenza interdisciplinare. Una bioeconomia degna di questo nome e collocata in questo momento storico di cambiamento non può prescindere dallo conoscenza dei fattori che regolano la funzione e la sopravvivenza dei sistemi antropizzati, e quindi da meteorologia, climatologia e oceanografia, che costituiscono parte integrante di questo Istituto.

MISSIONE
IBE si occupa della definizione di strategie di mitigazione ed adattamento ai cambiamenti globali, e sviluppo di sistemi sostenibili di utilizzo delle biorisorse a scopo alimentare, manifatturiero, edile ed energetico. Presso questo istituto si studiano la produttività primaria degli agro-ecosistemi, la salvaguardia della biodiversità vegetale, l’utilizzo sostenibile del legno e del patrimonio culturale ligneo, lo sviluppo di nuove tecnologie e metodologie per la gestione e la raccolta delle biomasse, per l’agricoltura di precisione, lo sviluppo di modellistica meteorologica, oceanografica e climatologica e di servizi climatici, l’analisi della sostenibilità ambientale dei processi produttivi e dei prodotti e la valorizzazione dei servizi ecosistemici, inclusi quelli del sistema rurale, periurbano e urbano.

L’Istituto di Bioeconomia, per la natura stessa delle discipline coinvolte, è fortemente impegnato nelle attività di formazione, comunicazione, divulgazione, engagement, nello sviluppo di metodologie didattiche innovative e nella sensibilizzazione dei cittadini su tematiche connesse alla relazione tra ambiente, rischi, tecnologie e società, sicurezza alimentare.