Introduzione
In un momento nel quale ci si interroga spesso su quanto ci può riservare il futuro, si fa sentire con forza la necessità di basare le nostre analisi su elementi che siano, per quanto possibile, sufficientemente verificati e affidabili. Il confronto fra situazioni ed esperienze diverse ha lo scopo di favorire la diffusione della conoscenza, stimolare la rielaborazione di convinzioni che appaiono ormai radicate e creare i presupposti per un più consapevole e sincero riconoscimento di quanto fatto da ciascuno.
Sebbene possa sembrare pleonastico affermare che per ottenere risultati significativi in campo ambientale occorre una diffusa partecipazione e una visione piena delle complesse relazioni tra i molteplici fattori interagenti, le logiche e i meccanismi reali appaiono spesso lontani da questi principi. Dobbiamo quindi accettare il fatto che, come in quasi tutti i settori della conoscenza, alcuni importanti concetti debbano essere necessariamente e frequentemente richiamati, chiariti e ribaditi.
Queste iniziative, riunite sotto un titolo che è esso stesso sinonimo di ampiezza e indeterminazione, si propongono di portare all’attenzione di tutti gli operatori del settore, ma anche di coloro che per impegno o passione sono interessati ai rapporti tra l’uomo e il suo ambiente, elementi concreti , fatti appunto, che siano di stimolo alla riflessione e al confronto.
Trattando di sfide ambientali, siamo necessariamente chiamati a volgere il nostro sguardo verso il futuro e l’innovazione, ma per comprendere a pieno ciò che, con fatica, riusciamo ad intravedere dobbiamo attingere a tutte le nostre conoscenze e trasferire il nostro bagaglio culturali all’interno di nuovi strumenti.
Per il momento, il nostro interesse è rivolto principalmente alla sostanza delle cose, a ciò che è rilevabile e misurabile, a prescindere dalle valutazioni soggettive, ma siamo consapevoli della necessità di fare cadere anche i limiti tra cultura scientifica e umanistica. Le problematiche connesse allo studio di processi non “fedelmente riproducibili”, infatti, portano alla constatazione dell’incompletezza di uno o dell’altro approccio e alla necessità di adottare un unico linguaggio logico-matematico, alla ricerca di una chiarezza e coerenza complessiva nella rappresentazione dei diversi piani, che per il momento rimangono prettamente teoriche.
Oggi l’ambiente è visto come un’entità unica e coerente, ma la strada per una sua soddisfacente comprensione e descrizione è ancora molto lunga. La speranza è che, attraverso il riconoscimento dei limiti conoscitivi attuali, sia possibile indirizzare correttamente gli sforzi di tutti e utilizzare al meglio le sempre insufficienti risorse per affrontare nel modo migliore le nuove difficili sfide che ci aspettano.
Per riuscire in questa impresa dovremo necessariamente migliorare il nostro modello di ambiente, senza mai confonderlo con la realtà, ma tenendo sempre a mente che nel concreto a qualsiasi visione del mondo corrispondono condizioni reali, all’interno delle quali l’uomo e gli altri esseri viventi si trovano a vivere, senza sapere ancora quale sia la strada che porta al comune benessere.


