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Eventi Storici in Toscana

Dal Pricipato Mediceo ai giorni nostri

La Toscana da Cosimo III dei Medici ai Lorena Asburgo 

 

1670-1723:  Regno di Cosimo III dei Medici,figlio del granduca Ferdinando II de' Medici e di Vittoria Della Rovere.

Cosimo III

  • Nonostate la sua religiosità estrema, si occupò, al pari degli altri Medici di scienze e particolare di Scienze naturali Patrocinò il medico Francesco Redi, e, nelle sue ville fuori città, si dilettava a collezionare specie botaniche ed animali rari, spesso provenienti da terre lontane, con una particolare attenzione, tutta seicentesca, per le aberrazioni, l'orrido ed il grottesco, come il collezionismo di animali o piante deformi.
  • Nel 1661 sposa Margherita Luisa d'Orléans, cugina del re Luigi XIV di Francia. Dal tormentato matrimonio nascono tre figli: Ferdinando (1663), Anna Maria Luisa (1667) e Gian Gastone (1671).
  • All'inizio del suo regno apparve affidabile ed intelligente: tentò di riformare la Magistratura, istituì il porto franco di Livorno, si adoperò per il rilancio della produzione della lana.
  • Effettuò anche un tentativo di bonificare la Maremma, ma utilizzo braccianti esterni. Questi furono vittime degli scontri con gli abitanti locali e della malaria.
  • Il suo integralismo religioso lo portò a promulgare l'editto contro gli ebrei per indurli al battesimo, istitui l'Ufficio del Decoro Pubblico dotato di guardie speciali contro le prostitute, gli "amori illeciti" ed i sodomiti.
  • Spese esosse del Granduca, finanziate con sempre nuove tasse che gravavano sul popolo (da cui i religiosi ne erano esclusi), come il fasto della corte, dettato solo dalla voglia di apparire grande davanti ai visitatori stranieri (memorabili e costosissime furono le accoglienze al re Federico IV di Danimarca nel 1709).
  • La situazione europea cambia in modo rapido. Tra il 1701 e il 1714 si verifica un conflitto tra i Borboni e gli Asburgo per la successione alla corona spagnola.
  • nel 1689 Cosimo III costrinse il suo primogenito Ferdinando de' Medici a sposare la principessa Violante Beatrice di Baviera; matrimonio infelice che era destinato a non generare figli: a parte l'ostilità di Ferdinando verso la moglie, si aggiunse pure la sifilide, che lo stesso Ferdinando contrasse in occasione di un libertino soggiorno a Venezia e che doveva portarlo prima ad una precoce demenza, e poi ad una prematura scomparsa.
  • Senza eredi, anche se felice, il matrimonio della secondogenita Anna Maria Luisa de' Medici, che sposò nel 1690 Giovanni Guglielmo del Palatinato.
  • Tragicomico e sterile fu il matrimonio del terzogenito Gian Gastone, di cui erano note le tendenze omosessuali, con la nobildonna tedesca Anna Maria Francesca di Sassonia-Lauenburg.
  • Con la morte del primogenito Ferdinando (1713) ed essendo impensabile che potessero nascere figli da Gian Gastone, omosessuale, la questione della successione al trono del Granducato di Toscana divenne un caso europeo.
  • Cosimo III morì il 31 ottobre 1723. Gli successe il figlio terzogenito Gian Gastone.
Gian Gastrone de Medici
  • Gian Gastone salì al trono, anche se era cosciente che il suo regno sarebbe stato solo una formalità e che il potere era oramai nelle mani delle grandi potenze.
  • In un primo tempo il granducato fu destinato ad un figlio cadetto di Filippo V di Spagna, Don Carlo di Borbone, che fece il suo ingresso a Firenze nel 1732 ben accolto dal Granduca. Ricevendolo a Palazzo Pitti
  • Successivamente si decise che Don Carlo di Borbone sarebbe diventato Re di Napoli e di Sicilia e che la Toscana sarebbe andata a Francesco Stefano di Lorena, fidanzato di Maria Teresa d'Austria
  • Gian Gastone ebbe lo stesso la forza di effettuare alcune grandi riforme che rimediarono almeno in parte al malgoverno del padre, gettando in parte le basi delle riforme lorenesi: condusse una politica laica e ridusse il potere e l'influenza della Chiesa; risollevò le sorti dell'Università di Pisa; fece tributare solenni onoranze a Galileo Galilei nella basilica di Santa Croce; abrogò i decreti del padre contro le prostitute, gli ebrei e le feste laiche; ridusse notevolmente il carico fiscale ed affidò il governo di Siena all'intelligente Violante Beatrice di Baviera.
  • Gian Gastone, pigro e flaccido, non amava il potere ma amava la libertà. Si fece vedere solamente nei primi anni di regno, poi rimase chiuso dapprima nei suoi appartamenti, poi nella sua camera, e infine nel suo letto, che rifiutò sistematicamente di abbandonare per mesi interi. Stando confinato a letto riceveva ministri e ambasciatori, con i quali sbrigava le principali pratiche d'ufficio.
  • Trascorreva le giornate in festini omosessuali organizzati da Giuliano Dami, il quale si occupava personalmente di reclutare ragazzini generalmente di modestissima condizione . Questi ragazzi, posti al servizio del Granduca, furono chiamati "ruspanti" perché pagati con i "ruspi", le monete del Granducato di Toscana fatte coniare da Cosimo III. Si calcola che nel 1731 i "ruspanti" fossero circa 370
  • Ammalatosi di gotta, la "maledizione" della famiglia Medici, Gian Gastone morì in seguito ad alcune complicazioni il 9 luglio 1737 dopo essersi riconciliato con la sorella Anna Maria Luisa, che pochi giorni prima aveva cacciato dalla propria camera chiamandola "puttana", e dopo aver ricevuto i sacramenti. Con lui si estinse la secolare dinastia dei Medici ed il trono del Granducato di Toscana passò a Francesco Stefano di Lorena, della dinastia degli Asburgo-Lorena.

Dai Lorena Asburgo al Regno d'Etruria

 

Francesco II di Lorena

 

  • Francesco Stefano arrivò a Firenze il 20 gennaio 1739  ma, avendo accettato contro voglia l'incarico, non risiedette mai in città, preferendo la corte viennese e lasciando a  consiglio di Reggenza, a gestire la Toscana. Del consiglio di Reggenza facevano parte Richecourt, Antinori, Neri, Tavanti e Ginori.
  • Forti tensioni in Europa con il riacutizzarzi del conflitto Borbonico-Asburgico. Il Granducato rischia di essere invaso.
  • Nel 1745 Francesco di Lorena diviene Imperatore e il potere viene concesso al conte Richecourt.
  • All'interno degli organi di governo si avviano dibattiti e scontri di grande valore politico e culturali su alcuni nodi rilevati del Granducato: l'amministrazione della giustizia, la legislazione, le istituzioni di Stato, i rapporti con la Chiesa e le istituzioni ecclasiastiche.
  • Si attuatuano una serie di importanti riforme (1745-1750) :Riduzione degli impiegati pubblici, riduzione dei giorni di ferie e dei giorni festivi, istituzione del gioco del lotto, riduzione delle tasse di estrazione,libera contrattazione del grano della Maremma, incentivazione della coltivazione del Gelso e dell’allevamento del baco da seta.
  • Esponenti significativi della cultura fiorentina concorrono all'azione di governo: Antonio Cocchi, Giovanni Targioni Tozzetti, Giovanni Lami.
  • Nel 1753 viene costituita l'Accademia dei Georgofili.  Nello stesso periodo viene costituta la Società Botanica di Pier Antonio Micheli.
  • Nel 1756 Richecourt è vittima di un colpo apoplettico e la reggenza passa a Antonio Botta Adorno, che sospende varie riforme non gradite dall'aristocrazia fiorentina.
  • Nel 1765 muore Francesco Stefano di Lorena. Il secondo figlio maschio Pietro Leopoldo diviene Granduca.
Pietro Leopoldo II
  • A differenza del suo predecessore, il primo granduca di Toscana degli Asburgo-Lorena Francesco Stefano, egli si stabilì a Firenze e iniziò con zelo un programma di riforma a ampio raggio, facendo di uno stato marginale nel contesto delle potenze europee un paese moderno e all'avanguardia sotto molti aspetti.
  • Nella sua opera riformatrice si avvalse di importanti funzionari come Giulio Rucellai, Pompeo Neri, Francesco Maria Gianni, Angelo Tavanti.
  • Il granduca avviò una politica liberista raccogliendo l'appello di Sallustio Antonio Bandini del quale fece pubblicare l'inedito Discorso sulla Maremma, promuovendo la bonifica delle aree paludose nella Maremma e nella Val di Chiana e favorendo lo sviluppo dell'Accademia dei Georgofili donandole una prstigiosa sede in Palazzo Vecchio.
  • Introdusse la libertà nel commercio dei grani abolendo i vincoli annonari che bloccavano le colture cerealicole, ma l'avvenimento principale fu, dopo tanti secoli, la liquidiazione delle corporazioni di origine medioevale, ostacolo principale per un'evoluzione economica e sociale dell'attività industriale
  • Nel 1769 venne abolito l'appalto generale ed iniziata la riscossione diretta delle imposte.
  • Angelo Tavanti fino al 1781, anno della sua morte, si impegnò per l'attivazione del catasto, con il quale  intendeva prendere la proprietà fondiaria come termine di misura per l'imposizione fiscale.
  • Succesivamente, Francesco Maria Gianni, concepiva un piano di eliminazione del debito pubblico attraverso la vendita dei diritti fiscali che lo stato aveva sulla terra dei sudditi.
  • Nel 1781 introdusse la nuova tariffa doganale, in base alla quale vennero aboliti tutti i divieti assoluti, che furono sostituiti da dazi protettivi, tenuti, del resto, a un livello molto basso in confronto a quelli allora in vigore.
  • La riforma più importante introdotta da Pietro Leopoldo fu l'abolizione degli ultimi retaggi giuridici medievali: in un colpo solo abolì il reato di lesa maestà, la confisca dei beni, la tortura e, cosa più importante, la pena di morte grazie al varo del nuovo codice penale del 1786 (che prenderà il nome di Riforma criminale toscana o Leopoldina).
  • Nello stesso periodo si ha lo sviluppo della rete stradale: Pistoia-Lucca, Pisa-Livorno, Siena-Grosseto. Forte impulso all’educazione con la riorganizzazione delle Universitas di Pisa e Siena,
    la nascita, a Firenze del Gabinetto di Fisica e Storia Naturale (Specola), la nascita dell’Accademia delle Belle Arti.    
  • Nel 1790 Pietro Leopoldo diviene Imperatore. In Toscana si insedia Ferdinando III figlio secondogenito del Granduca Pietro Leopoldo e di Maria Ludovica di Borbone-Napoli
Ferdinando III
  • In politica estera, Ferdinando III cercò di restare neutrale nella tempesta succeduta alla Rivoluzione Francese ma fu costretto ad allinearsi alla coalizione antirivoluzionaria su forti pressioni dell'Inghilterra, che minacciava di occupare Livorno e l'8 ottobre 1793 dichiarò guerra alla Repubblica Francese. La dichiarazione non ebbe però effetti pratici ed anzi, la Toscana fu il primo stato a concludere la pace e a ristabilire le relazioni con Parigi nel febbraio 1795.
  • La cautela del Granduca non servì però a tenere fuori la Toscana dall'incendio napoleonico: nel 1796 le armate francesi occupavano Livorno per sottrarla all'influenza britannica e lo stesso Napoleone entrava in Firenze, ben accolto dal sovrano ed occupava il Granducato, pur non abbattendo il governo locale.
  • Nel marzo 1799 Ferdinando III fu costretto all'esilio a Vienna, in seguito al precipitare della situazione politica della penisola. Le truppe francesi rimasero in Toscana fino al luglio 1799, quando furono scacciate da una controffensiva austrorussa a cui diedero aiuto gli insorti sanfedisti del "Viva Maria!".
  • La restaurazione fu breve; già l'anno dopo Napoleone tornava in Italia e ristabiliva il suo dominio sulla Penisola; nel 1801 Ferdinando doveva abdicare al trono di Toscana, ricevendo in compenso prima il Ducato di Salisburgo, nato con la secolarizzazione dell'ex stato arcivescovile e poi (1805), il Ducato di Würzburg, altro stato sorto con la secolarizzazione di un principato vescovile.
  • Napoleone affida il granducato al figlio del Duca di Parma , l'Infante Ludivico di Borbone, marito della Principessa Maria Luisa di Spagna, che veniva investito del titolo di Re d'Etruria.
  • Ludovico I di Borbone
  • Il regno di Ludovico fu di breve durata poiché morì nel 1803 a soli 30 anni: la sua salute era sempre stata debole e probabilmente soffriva di epilessia. Gli successe come re il figlio Carlo Ludovico, sotto la reggenza della madre Maria Luisa.

 Dal Regno di Etruria alla Monarchia dei Savoia

  • Maria Luisa di Borbone appena insediata si trovò a fronteggiare la crisi determinata dalla dichiarazione di guerra nei confronti della Francia.
  • La ripresa delle ostilità europee segnò il blocco dei traffici nel porto di Livorno, dove scoppiò una grave epidemia di febbre gialla destinata a mietere nel gioro di pochi mesi oltre 600 vittime.
  • Maria Luisa per risolvere almeno i problemi più urgenti richiamò al governo alcune figure importanti quali Vittorio Fossombroni, Giovanni Fabbroni e Leonardo Frullani riuscendo in parte a migliorare il clima economico.
  • Nel 1804 Napoleone diviene Re di Francesi, con il nome di Napoleone I e nel 1805 diviene anche Re d'Italia.
  • Napoleone I
  • La Repubblica di Lucca viene smantellata e trasformata in un Ducato e affidato ad Elisa Bonaparte sorella di Napoleone
  • Nel 1807 Maria Luisa istituì presso il Museo di Fisica e Storia Naturale di Firenze, un Liceo per l'insegnamento superiore delle scienze. Quell'anno l'Imperatore dei Francesi soppresse il Regno d’Etruria e Maria Luisa ed il figlio furono confinati in stato di semiprigionia a Nizza e, dopo un tentativo di fuga, furono separati.In seguito al Congresso di Vienna fu affidato a Maria Luisa il Ducato di Lucca.
  • Il 24 Maggio 1808 il Senato deliberava che gli "Stati della Toscana" sarebbero entrati a far parte dell'Ipero francese.

  • Il territorio fu diviso in tre dipartimenti: dell'Arno, dell'Ombrone e del Mediterraneo; governati da una giunta presieduta dal Barone Jacques François de Menou e composta interamente da francesi fatta eccezione per il piemontese Cesare Balbo.
  • Scomparsa del Senato Fiorentino e del Concistoro Senese. Sottomissione degli ecclesiastici toscani alle leggi imperiali.
  • I Dipartimenti , retti da un prefetto, furono articolati in circondari, affidati ad un sottoprefetto, e municipalità guidate da un "maire". Il Dipartmento dell'Arno comprendeva i circondari di Firenze, Arezzo e Pistoia, quello del Mediterraneo Pisa, Livorno e Volterra, quello dell'Ombrone Siena,Grosseto e Montepulciano.
  • Qualsiasi decisione dipendeva direttamente da Parigi.
  • Per cancellare il debito pubblico si procedette al sequestro dei beni pubblici e di quelli delle corporazioni religiose e messi in vendita. Furono acquistati più di 30 mila ettari e sopressi oltre 450 conventi.
  • Il 24 marzo 1808, Elisa Bonaparte, Pricipessa di Piombino, emette il "Codice rurale del Principato di Piombino", di notevole importanza. Ad Elisa Baciocchi-Bonaparte, Principessa di Lucca e Piombino, troviamo dedicati i primi due volumi degli "Annali del Museo Imperiale di Fisica e Storia Naturale" di Firenze, per gli anni 1808 e 1809. Dalla specola annessa al citato Museo di fisica e Storia Naturale, trae origine l'attuale Osservatorio Astrofisico di Arcetri (Firenze).
  • Elisa Bonaprte
  • Nel 1809 Elisa Bonaparte viene insignita del titolo di Granduchessa e tenta di contrastrare le misure attuate dal governo francese.
  • Nel 1811 fu adottato il nuovo codice penale napoleonico che sanciva l'uguaglianza di tutti i cittadinidi fronte alla legge. Furono estesi alla Toscana il codice civile e quello commerciale.
  • Riforma dell'Università di Pisa e nascità delle Facoltà.
  • Introduzione della leva obbligatoria, che diede origine a fenomeni di estesa renitenza che contribuì al formarsi del fenomeno del brigantaggio soprattutto in Maremma e Valdichiana.
  • Nel 1813, dopo la sconfitta di Napoleone a Lipsia, Elisa fu costretta a lasciare la Toscana che venne occupata dalle truppe di Murat.
  • Nell'Aprile del 1814, un accordo tra Murat e Ferdinando III per il ritorno dei Lorena nel ex Granducato.
  • La Restaurazione in Toscana fu, per merito del Granduca, un esempio di mitezza e buon senso: non vi furono epurazioni del personale che aveva operato nel periodo francese; non si abrogarono le leggi francesi in materia civile ed economica (salvo il divorzio) e dove si effettuarono restaurazioni si ebbe il ritorno delle già avanzate leggi leopoldine, come in campo penale.

  • Le maggiori cure del restaurato governo lorenese furono per le opere pubbliche; in questi anni si realizzarono numerose strade (come la Volterrana), acquedotti e si diede inizio ai primi seri lavori di bonifica della Valdichiana e della Maremma, che videro l'impegno personale dello stesso sovrano. Ferdinando III pagò questo lodevole impegno personale con la contrazione della malaria, che lo condusse a morte nel 1824.

  • Ascende al trono Leopoldo II d'Asburgo-Lorena, Figlio secondogenito del granduca Ferdinando III di Toscana e di Maria Luisa di Borbone-Napoli.
  • Leopoldo II
  • Leopoldo II si fece promotore di un'estesa serie di interventi pubblici, soprattutto in Maremma, dove furono ripresi i lavori di bonifica, unitamente a quelli di regolazione delle acque (tanto da essere soprannominato affettuosamente "Canapone" e ricordato dai Grossetani con un monumento scultoreo collocato in Piazza Dante), e a Livorno con l'ampliamento del porto.
  • Abbellimento e ammodernamento di alcune città toscane come Pisa, con la realizzzazione di Santa Caterina e il riordino del museo dell'antico Camposanto, e Siena, dove si procedeva alla costruzione del ricovero di medicità e all'apertura dell'Istituto dei Sordomuti.
  • Riordino del sistema doganale e costituzione di una struttura bancaria regionale. Nel 1829 viene aperta la Cassa di Risparmo di Firenze.
  • Venivano iniziati anche i lavori per i primi rami feroviari, a partire dalla linea Firenze-Pisa-Livorno, denominata "Leopolda".
  • Il sistema mezzadrile rimaneva dominante. Questo, da un lato, consentiva il mantenimento di una sostanziale stabilità sociale per effetto della natura "solidale del contratto, dall'altro, impediva una trasformazione dell'agricoltura toscana in un'attività in grado di produrre per il mercato.
  • Permaneva l'attività tessile, in particolare nell'ambito della filatura e della tessitura della seta, che contava nel 1842 oltre tremila telai. Diverse erano, anche, le titorie e le sedi di lavorazione della lana.
  • DIffusa anche la lavorazione della paglia e numerosi opifici di piccole dimensioni impegnati nella lavorazione del vetro, del mobilio, del cuoio, pellami ed argenteria.
  • Un peso significativo nell'economia del Granducato rivestiva il settore minerario e soprattutto la produzione di ferro. Nell'Isola d'Elba operavano cinque miniere che sfornavano 50 mila tonnelate di minerale l'anno, per metà esportato e per il resto lavorato negli altiforni maremmani, che funzionavano utilizzando carbone di legna. A Montecerboli Francesco De Larderel iniziava la produzione di acido borico, riuscendo ad ottenerne oltre mille tonnellate l'anno per un valore di 4 milioni di lire.
  • Nel 1839 e nel 1841 Leopoldo II diede il permesso per fare svolgere i "Congressi degli scienziati italiani" a Pisa e Firenze, nonostante le minacce del governo austriaco e le proteste di quello pontificio.
  • Particolarmente ammirevole e destinato a rimanere nel cuore dei fiorentini (almeno fino al 1849) fu il comportamento del granduca in occasione della grande alluvione del 3 novembre 1844, quando il sovrano non fece mancare la sua presenza al momento dei soccorsi, aprendo le porte di Palazzo Pitti agli sfollati, impegnandosi personalmente nei soccorsi su una barca e recandosi in visita anche nelle zone più periferiche colpite dal disastro.

  • Politicamente Leopoldo II si rivelò decisamente ostile ai processi di maggiore politicizzazione della Toscana. Giovan Pietro Vieusseux
  • Nel 1833 viene chiusa l'"Antologia" di Giovan Pietro Vieusseux per aver ospitato un articolo di Niccolò Tommaseo in cui erano contenute critiche all'operato asburgico in Italia.
  • Sotto la scure della censura caddero anche le iniziative editoriali del democratico livornese Francesco Domenico Guerazzi, promotore nel 1829 dell'"Indicatore livornese". Guerazzi che avea aderito alla "Giovine Italia" fu detenuto per due anni nel carcere di Portoferraio.
  • Nel 1846 Pio IX diviene Papa. Le riforme avviate dal Papa spinsero Leopoldo II ad intraprendere la stessa strada introducendo il 6 maggio 1847 una legge sulla censura, permettendo l'apertura di alcuni giornali di carettere politico. Nasce l'"Alba" a Firenze diretta da Giuseppe la Farina, L'"Italia" concepita da Giuseppe Montanelli (nonno di Idro Montanelli) , mentre a Livorno sia avviò la pubblicazione del "Corriere livornese". Il panorama dei giornali politici , che rappresentarono la prima esperienza di un esteso dibattito pubblico in Toscana, era completato da "La Patria" frutto dell'opera redazionale di Bettino Ricasoli e Vincenzo Salvagnoli, impegnati alla stesura di un programma riformistico del Graducato.
  •  Nell'agosto del 1847 veniva ristrutturata la Consulta, che costituisce un Guardia civica, nata con l'intento esplicito di mantenere l'ordine interno del paese, ma interpretata come mezzo per approdare ad un "esercito nazionale".
  • Nell'autunno dello stesso anno Leopoldo II vara una nuova composizione del governo: Cosimo RidolfiMarchese Cosimo Ridolfi (Ministro degli Interni), Conte Luigi Serristori (Ministro degli Esteri).
  • Leopoldo II nomina una commisione costituente, composta da: Gino Capponi, Pietro Capei, Leopoldo Galeotti, Niccolò Lami e Leonida Landucci, che preparò un testo di Carta costituzionale spirato al modello francese.
  • Il 17 febbraio 1840 si instauriva un regime monarchico costituzionale puro, con ministri responsabili solo di fronte al granduca e con la presenza di due amere, dotate di prerogativa legislativa: il Senato, di nomina regia senza limiti di numero e il COnsiglio generale, composto da 86 membri eletti sulla base di un suffragio censitario.
  • Nel marzo 1848 si concede il diritto di voto ai maschi che avessero compiuto 21 anni e fossero titolari di una rendita imponibile di 300 lire oppure disponessero di un "titolo di capacità" legato alla professione svolta secondo un criterio destinato a favorire la rappresentanza politica dei proprietari terrieri e delle fascie medio-alte della borghesia.
  • La religione cattolica era la religione di Stato. Ma lo Statuto dava la possibilità per i toscani di esercitare gli altri culti in maniera conforme alle leggi.
  • Nello Statuto si enunciava chiaramente l'uguagliaza dei cittadini di fronte alle legge.
  • Metternich a Vienna è costretto a dimettersi. A Milano è infiammata dalle "cinque giornate".
  • Il 29 marzo 1848, il granduca invia in LOmbardia proprie truppe per partecipare alla prima guerra d'indipendenza. Il corpo di spedizione era costituito per la maggior parte di volontari provenienti dai i due atenei toscani (il "battaglione universitario" costituito da studenti pisani e senesi ) che partecipò alla battaglia di Curtatone e Montanara (29 Maggio 1848) riuscendo temporaneamente a fermare la controffensiva asburgica. 
  • Il 9 agosto 1848 Carlo Alberto di Savoia (Re di Sardegna), sconfitto a Custoza, firma l'armistizio.
  • Leopoldo II da l'incarico al marchese Gino Capponi di formare il nuovo governo. Tumulti a Livorno e in altre città toscane. Il governo Capponi si dimette, il grnduca tenta di formare un gabinetto guidato da Bettino Ricasoli, ma senza successo.
  • Viene costituito un esecutivo affidata a Giuseppe Montanelli, con Giuseppe Mazzoni alla Giustizia e Pietro Augusto Adami alle Finanze. 
  • Il 15 novembre 1848 viene ucciso a Roma Pellegrino Rossi primo ministro di Pio IX. Quest'ultimo si rifugia nella fortezza di Gaeta.
  • Nel 1849 anche Leopoldo II decide di lasciare la Toscana e raggiungere Pio IX a Gaeta. Si crea un "triumvirato" composto da Montanelli, Guerrazzi e Mazzoni, mentre a Livorno sbarca Giuseppe Mazzini.
  • Carlo Alberto riprende la guerra contro l'Austria. Guerrazzi spinge i democratici per realizzare un alleanza con il Piemonte . Carlo Alberto viene sconfitto a Novara e affida pieni poteri a Guerrazzi che diviene "Dittatore di Toscana".
  • Salvatore Domenico Guerrazzi
  • Il 12 Aprile 1849 un gruppo di moderati che faceva capo a Ubaldino Peruzzi e il Barone Bettino Ricasoli decise di deporre "il Dittatore" con l'intento di richiamare Leopoldo II per evitare l'occupazione della Toscana da parte dell'Austria.
  • Leopoldo II torno in Toscana, ma preceduto da un copro di spedizione austriaco. Fu instaurato un governo di stampo conservatore che abolì molte riforme liberali.
  • Nel 1851 venne firmato un Concordato con la Santa Sede, che restituiva alle gerarchie ecclesiastiche molti degli antichi privilegi, ta cui la libera amministrazione dei beni e il diritto di censura sulle pubblicazioni.
  • Nell'Ottobre 185i i due Atenei toscani, di Siena e Pisa, furuno fusi in unico Ateneo "Etrusco".
  • Il 6 Maggio 1852 viene abolito lo Statuto costituzionale toscano, sostituendolo con un generico richiamo dell'eguaglianza dei cittadini di fronte alla Legge.Ubaldino Peruzzi
  • Il perdurare dell'occupazione austriaca (si potrasse a Firenze fino al maggio 1855), che gravava sui contribuenti, fece descrescere rapidamente il consenso verso i Lorena.
  • L'egemonia viennese tendeva a indebolire i commerci del porto di Livorno a vantaggio di quello di Trieste e ostacolava lo sviluppo ferroviario.
  • Gli ambienti liberali toscani si rivolgevano sempre più verso l'idea di un'unificazione nazionale come monarchia Saubada, chiedendo l'abdicazione del Granduca.
  • Leopoldo II il 24 Aprile 1859 lascia il paese.
  • A Firenze si forma un governo provvisorio guidato da Bettino Ricasoli, favorevole all'ammissione della Toscana al Piemonte.
Bettino Ricasoli
  •  La linea di Ricasoli era osteggiata dall'aristocrazia,dal Clero e da alcuni personaggi interni al Governo come Cosimo RIdolfi e Raffaello Lambruschini più favorevoli ad una soluzione di natura federale.
  • Ricasoli per contrastare le resistenze conferisce al Re Vittorio Emanuele II il titolo di "Dittatore" della Toscana, ma il Re rifiutò.
  • Nel Gennaio 1869 Cavour, tornato alla guida del Governo Piemontese, e Ricasoli decidono di fare ricorso ad un plemiscito a Suffragio Universale per decidere l'annessione della Toscana al Piemonte,che  si svolge l'11 e il 12 Marzo 1860. Su 534.000 iscritti, votano 386.445 (73,3%), dei quali 366.571 a favore dell'annessione, 14.925 per il regno separato e 4.949 nulli.
  • Ricasoli assume la carica di Governatore generale in attesa dell'elezione dei parlmentari toscani.
  • Nel marzo 1861 la spedizione dei mille di Garibaldi portò alla costituzione del Regno d'Italia.
Vittorio Emanuele II

 Firenze Capitale del Regno d'Italia

 

  •  A metà settembre del 1861 si svolge a Firenze, presso la stazione Leopolda, si svolge la prima Esposizione Nazionale, alla quale parteciparono più di seimila espositori nei più disparati campi delle arti, delle scienze e delle industrie italiane,  che fu visitata da circa trentamila persone.
  •  Alla morte del Conte di Cavour Bettino Ricasoli diviene Presidente del Consiglio.
  • Il Governo provvisorio toscano viene smantellato. Ricasoli, anche sotto la pressione dei centri minori spinge verso un accentramento dell'apparato amministrativo.
  • Il Governo Ricasoli rappresenta un momento di grande forza dell'élite toscana, in quanto, oltre al Presidente del Consiglio, erano toscani anche il Ministro dei Lavori Pubblici (Ubaldino Peruzzi) e il Ministro delle Finanze (Pietro Bastogi)Pietro Bastogi
  • La centralità toscana nel panorama italiano fu ulteriormente rafforzata dalla firma nel 1864 della Convenzione di settembre, ad opera del governo di Marco Minghetti. Questo accordo prevedeva che le truppe francesi lasciassero Roma in cambio dell'impegno italiano a difendere lo Stato Pontificio da eventuali attacchi esterni; a suggello di tale garanzia, la capitale veniva trasferita da Torino a Firenze.
  • Firenze, allora una città con 118 mila abitanti, subisce una profonda trasformazione per consentire la ristrutturazione del centro della città, in cui era previsto lo sviluppo delle attività commericali e "turistiche".
  • Nel 1868 si registra la presenza di 134 alberghi e locande, 215 ristoranti, 188 osterie, 178 caffè, 298 pizzicagnoli, 597 vinai e 247 fornai.
  • Tre anni prima l'architetto Giuseppe Poggi aveva fatto abbattere le mura trecentesche e costruito la cerchia dei viali di circvallazione e il Piazzale Michelagelo.
  • Lo spostamento della capitale  coincise, però, nell'idebolimento della classe politica toscana, non vi erano, infatti,  ministri toscani nel nuovo escutivo.
  • Nel frattempo, era in atto una modifica del panorama politico italiano con il rafforzamento della componente cattolica e della componente di Sinistra di chiara matrice garibaldina.
  • La Destra toscana scelse Luigi Guglielmo Cambray Digny (sindaco di Firenze e Ministro delle Finanze fra il 1867 e il 1869) come propria guida, che cercò un avvicinamento alle componenti cattoliche per contrastare la Sinistra, che si stava radicado in diverse zone della Toscana, grazie allo strumento delle Fratellanze artigiane e delle neonate "società operaie".
  •  Luigi di Cambray-Digny, su proposta del suo predecessore Quintino Sella, per risanare il bilancio messo in crisi dalla terza guerra d’indipendenza, renitrodusse l'imposta sul macinato. La legge, che prevedeva una tassa di due lire ogni quintale di grano macinato, scatenò la rivolta nelle campagne; i moti più violenti si ebbero in Emilia, in Romagna e nella Val di Sieve, dove furono appoggiati dai movimenti di opposizione al governo e vennero duramente repressi dalle truppe del generale Raffaele Cadorna. Alla caduta della Destra storica, l’imposta fu prima modificata da Agostino Depretis e poi definitivamente abolita nel 1884. 
  • Nonostate alcune clamore vittorie elettorali della Sinistra (1865 a Livorno, Prato, Isola d'Elba e Massa Carrara) manteva una certo peso, grazie all'influenza economica e finanziaria data dal controllo del sistema bancario regionale (Rete delle Casse di Risparmio e la Banca Nazionale Toscana) che svolgeva un'importate attività di finanziamento degli enti locali. Sempre sul versante economico, giocava un ruolo significativo il permanere dei rapporti contrattuali mezzadrili, che garantiva un marcato controllo sociale da parte dei proprietari. La Destra controllava anche diversi organi di stampa, primo fra tutti "La Nazione" che riusci a raggiungere un notevole radicamento territoriale.

Trasferimento della capitale a Roma: l'esplosione della crisi

 

 

 

 

 

 

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Teoria&pratica